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Un libro che prima o poi devo scrivere è quello sulle vicende della discarica sul Formicoso. Mi è capitato di vedere un documentario che racconta un piccolo pezzo di questa lunga storia e mi ha colpito il fatto che la mia figura compare alcune volte per non più di un secondo, come se il regista avesse montato il tutto con il preciso proposito di non mostrare chi quella battaglia in qualche modo l’ha inventata insieme a pochi altri e l’ha sostenuta per anni. Ho visto tanti protagonisti della vicenda, ma sono pochi quelli che l’hanno seguita sempre, in tutti i suoi innumerevoli capitoli.

Il problema in questo caso non è il film, più che dignitoso, e neppure le scelte del regista, che alla fine sono scelte artistiche e dunque lecite. Quello che non funziona è il fatto che i forum giovanili che promuovono la proiezione nei vari paesi sembrano non sapere nulla su come sono andate le cose. E allora è il caso di far notare a questi ragazzi che se vogliono avere un ruolo in un territorio devono sforzarsi di capire quello che accade o è accaduto. Capisco che è difficile scollare le comunità dall’indifferenza in cui sono cadute. Capisco anche che i giovani più attivi devono scontrarsi con tanti altri giovani che sembrano avere nell’inerzia una sorta di pilota automatico. D’altra parte c’è da dire che questi Forum non servono sostanzialmente a niente, come se lo sforzo per tenere in piedi la cornice organizzativa svuotasse poi di fatto le attività. E allora i veri protagonisti dei nostri paesi non sono i giovani, come dovrebbe essere, ma gli anziani. Sono loro che in fondo costruiscono il clima della comunità, sono loro nel bene e nel male a segnarne lo spirito. L’irrilevanza delle attività organizzate dai giovani è difficilmente confutabile. E ho la netta sensazione che i migliori siano lontani da queste fantomatiche associazioni che si chiamano Forum giovanili. Sarebbe il caso che gli amministratori dei paesi si mettessero sulle piste dei ragazzi più in gamba e li coinvolgessero. I talenti ci sono, e ci sono anche spiriti inquieti e non rassegnati. Il guaio è che anche tra i giovani accade quello che accade in molti ambiti della vita sociale. Spesso a prendere la parola sono i più velleitari, i più inconsistenti.  L’Irpinia non può permettersi dopo aver premiato per tanti anni una classe dirigente ammuffita, di commettere l’errore di non valorizzare i ragazzi che meritano di essere valorizzati e di premiare gli esecutori dell’ovvio, gli arrangiatori del banale.

franco arminio