Jalāl al-Dīn Rūmī – Il vero pellegrinaggio

Jalāl al-Dīn Rūmī, fu poeta, giurista, teologo e mistico nato nel 1207 D.C. e fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti”, è considerato oggi come una delle figure più rilevanti della letteratura persiana nonchè autore di numerosi testi, di cui uno “Masnavī Spirituale”, è oggi ritenuto un Corano in lingua persiana, e di una massima a me molto cara: “O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso”.

Qui, una sua “poesia mistica”, sul ruolo del cammino, della casa, e del Cammino per La Casa che l’uomo sovente insegue per tutta la vita.

O gente partita in pellegrinaggio! Dove mai siete, dove mai siete?
L’Amato è qui, tornate, tornate!
L’Amato è un tuo vicino, vivete muro a muro:
che idea v’è venuta di vagare nel deserto d’Arabia?
A ben vedere la forma senza forma dell’Amato,
il Padrone e a la casa e la Ka’ba siete voi!
Dieci volte siete ormai andati per quella via a quella Casa,
provate una volta da questa casa a salire sul tetto!
Bella è la casa di Dio, ne avete narrato i segni:
provate ora a darci un segno del padrone di quella casa!
Dov’è il mazzo di fiori, se avete visto quel Giardino?
Dov’è la perla dell’anima, se uscite dal mare di Dio?
Comunque possa tanta fatica vostra divenirvi un tesoro,
sebbene, ahimè, siete voi stessi velo al tesoro!

visita al cimitero mediatico

stanotte ho fatto visita al vecchio sito “comunità provvisoria”. è uno straordinario cimitero. per il mio lavoro è un prezioso deposito di un’esperienza tutta da studiare. intanto ho prelevato le poesie che ho postato e una parte le trasloco qui con questo post. ho tralasciato quelle apparse in vari siti letterari. la maggior parte dei testi scelti sono comparsi direttamente su comunità provvisoria, anzi sono stati scritti specificamente per questo blog. ora conto di recuperarne alcuni, magari con aggiustamenti, per libro di versi che devo consegnare il 20 febbraio.se a qualcuno venisse voglia di dare uno sguardo e trovasse un testo o un parte di un testo che gli piace, può segnalarmelo qui o via mail (arminio17@gmail.com).

intanto mi preme dire che la visita mi ha commosso. ho visto un luogo pieno di passione. io non sono uno che si guarda indietro. direi che quella vicenda è ancora in corso, anche se in altre forme, qui o altrove. la sensazione che ho adesso è che c’è stato e in qualche modo è ancora in corso un dono. ognuno ha momenti più o meno generosi, ma il segno del dono prevale su tutto.

arminio

parlo della morte dei paesi
ma il mio tema è la morte
la mia morte.
non c’è niente da fare
la vita serve a essenzialmente
a distrarci dalla morte
la vita non ha una sua ragione
più forte
è appena una diga di carta
un piccolo straccio
per asciugare
il mare nero in cui siamo immersi Continua a leggere

Arminio: la Coppa America? Avessimo almeno creato le regate mediterranee

Da ”Corriere del Mezzogiorno” –  Giovedì 26 Gennaio 2012

Napoli tra grandi eventi e filosofia di Latouche

Paesologo e poeta autore di Terracarne (Mondadori)
commenta la città vista da lontano: «Non dobbiamo imparare dalla ‘decrescita’, noi siamo la decrescita»

 

Intervista a cura di Natascia Festa

NAPOLI – Il «Vento forte tra Lacedonia e Candela» – è il titolo laterziano di Franco Arminio – non sfiora le vele dell’America’s Cup. Il poeta e paesologo irpino, dalla sua «Terracarne» (Mondadori) non vede il mare, e meno che mai le regate. Ma questo è ovvio.
Mercoledì ha sfiorato Napoli – una conferenza alla Facoltà di Architettura – e poi ritorno a Bisaccia.
«Lambisco la metropoli, non ne conosco bene i meccanismi, posso raccontare come appare da lontano».
Continua a leggere

Identità Provvisorie

Sono davvero lieto che lo scritto di Papini abbia suscitato un commento come quello di Mauro Orlando, così corposo e intenso, e su cui adesso mi piacerebbe dire qualcos’altro, approfittando di questa profonda e genuina sponda di senso, e rispondendo altrettanto provvisoriamente alla già provvisoria, come da titolo, e prima risposta di questo possibile dialogo sull’identità, oltre che le comunità, provvisoria, attraverso la “solitudine” di Giovanni Papini e dell’essere umano.

“L’intendere l’identità come sostanza significa legare l’identità a una sorta di a priori trascendentale, mentre l’identità che corrisponde a una “storia di vita” è, letteralmente, ciò che ci si lascia dietro”

Sono sostanzialmente, parola che uso non a caso, d’accordo su questo fulcro tematico. Sostanzialmente come concettualmente, come a dire: a priori da ciò che sono, sono d’accordo.
Per quella poi che è la mia storia, pur ancora breve, di vita, dissento parzialmente, non per una risposta solo parzialmente convincente, ma per il tentativo di oggettivizzazione che ne traspare, o che almeno mi pare di cogliere. Parlare di identità in termini oggettivi non è per me possibile, e anche se la tesi che ho letto mi affascina in modo sincero, non posso che confutarla.

Continua a leggere

Manca il quarto per una partita a tressette.

Metto qui il post di un nostro affezionato lettore. Ringrazio lui e tutti coloro che seguono il blog della paesologia.

Manca il quarto per una partita a tressette

di Giovanni Castello

Rocco ce l’ha fatta, Rocco è tornato al paese. Ora s’aggira come un automa fra strade ammalate di noia. Ombra fra le ombre, Rocco è a chiedersi che fine hanno fatto gli amici di un tempo. Una vita a progettare questo ritorno e mai credeva di trovare un paese svuotato, abitato solo da cani randagi e bottiglie di plastica davanti alle porte. A custodire l’interno delle case ci sono i vecchi che hanno assunto la fissità delle cose: la sedia, la parete, il vecchio; non distingui più chi è cosa e chi è persona. Rocco è fermo agli anni sessanta, anni di boom economico; quando la piazza si gremiva di gente e non solo per la festa del santo patrono.

Continua a leggere

I cercatori di alberi

Carissimi amici della paesologia, per chi di voi è interessato ad alberi, paesaggi e natura segnalo dieci incontri con altrettanti cercatori di alberi in giro per l’Italia, l’Europa e il mondo. Buon viaggio

Vijay Thiruvady, India – Bangalore

Tiziano Fratus, Italia – Piemonte

Jeroen Philippona, Olanda

Marco Macchi, Italia – Liguria

Gyorgy Posfai, Ungheria

Anna Cassarino, Italia

Antimo Palumbo, Italia – Lazio

Paola Fantin, Italia – Veneto

Valido Capodarca, Italia – Marche

Tim Bekaert, Belgio