A Firenze per un’idea diversa di comunità – Incontro con Don Santoro

Il seguente incontro aperto è organizzato dal Collettivo “Laboratorio 15″ della Facoltà di Psicologia di Firenze. Vuole essere una occasione per studenti e cittadini per un confronto con una esperienza “altra” realizzata sul territorio, nei fatti. La giornata di Lunedi 21 si svolgerà in Via della Torretta 16, Firenze, nel plesso didattico d’ateneo.

15.00-16.30 – INCONTRO APERTO CON DON ALESSANDRO SANTORO

Questo incontro vuole essere un’opportunità per gli studenti che si potranno confrontare apertamente con un’esperienza comunitaria nei fatti e non solo nella teoria dei libri.

Don Alessandro Santoro, noto per le sue posizioni di prete di “frontiera”, è fondatore e animatore della Comunità de Le Piagge di Firenze, un micromondo di accoglienza e contenitore di molte iniziative in campo etico e sociale per una diversa filosofia di vita ed una più responsabile presenza nel territorio.
Durante l’incontro Don Santoro ci racconterà la sua esperienza a Le Piagge, noto come quartiere “difficile” alla periferia di Firenze in cui, insieme a un gruppo di cittadini, ha realizzato nel corso degli anni percorsi autentici e alternativi di socialità, educazione, creatività, lavoro ed economia che contribuiscono quotidianamente al miglioramento della qualità della vita degli abitanti del quartiere.

16.30- 18.30 – LABORATORIO TEATRO DELL’OPPRESSO

Per garantire il corretto svolgimento del laboratorio è stato richiesto un numero massimo di 20 partecipanti, chi fosse interessato è pregato di prenotarsi scrivendo una mail a psipervendetta@gmail.com. Grazie.

“L’incontro vuol’essere un primo approccio al metodo del Teatro dell’Oppresso (TdO), durante il quale, dopo una breve premessa iniziale, inizieremo attività di giochi-esercizi propedeutici allo sviluppo delle varie tecniche del TdO, come: Teatro Forum, Teatro Immagine, Teatro Invisibile, Teatro Giornale e Flic dans la tete (Il Poliziotto nella testa)”
Il laboratorio sarà condotto da Fabrizio Martini e Michele Redaelli, operatori del Teatro dell’Oppresso.

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