SONETTO P(R)OSCRITTO

Il cammino degli infermi quel passo
claudicante nel mondo del virtuale
in un tempo iniquo cieco portale
che rende sordomuti qui nel chiasso

azzurrino degli schermi è un masso
rotolante per il clivo spinale
d’una casa ubiqua e ara tombale
di coloro che più non hanno il passo

ma nel museo delle porte chiuse
l’infermo è colui che fa ancora schermo
all’acqua all’aria alla terra ed al fuoco

e resta fermo al sempiterno giuoco
di non mettersi in cammino confermo
“cielo a raso sbarrate quelle chiuse!”

SDA 5.7.2012

Nusco, il giardino borghese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Luigi Capone

Squallide coppiette che si tengono per mano e passeggiano con aria seria, ogni tanto facendosi un sorriso melenso. Magari con il passeggino, e con il maglioncino blu sulle spalle. Vanno su e giù per il giardino borghese. In questo piccolo carcere a cielo aperto non si scopa, si è in una grazia del signore triste. Si è in una eterna apatia che sfocia in esaltazioni per serenate davanti ai balconi, sull’asfalto. In cene in ristoranti kitsch di Grottaminarda, di matrimoni compiuti per non rompersi i coglioni, per avere una scusa per festeggiare. E sempre in cattolico decoro, casa, chiesa, lavoro, passeggiata e passeggino. E maglioncino. E gelato al limone. A casa presto perché dopo mezzanotte ci sono i ragazzacci cattivi. A casa presto che domattina c’è la passeggiata col sindaco, c’è la domenica delle palme. Poi c’è il santo da portare, c’è la cena coi parenti, c’è la celebrazione di qualche battesimo in qualche ristorante dove si mangia male.

Continua a leggere

Nota in margine a POETI , un docufilm di Tony D’Angelo

Poeti, Sabato 24 al BAD Museum di Casandrino (Napoli)

di Peppe Comune

“Poeti” di Toni D’Angelo ,presente alla sessantaseiesima edizione del Festival del Cinema di Venezia nella sezione “Controcampo”, oltre che a rappresentare un documento sullo stato di salute della Poesia in Italia, mi sembra un garbato tributo alla Poesia in quanto tale, quella perennemente presente nell’aria, alla sua eterna bellezza e alla sua rispettosa discrezione.

Continua a leggere

vecchi invisibili

[Sono  trascorsi venti anni dalla morte di Valentino Bompiani (Ascoli Piceno, 27 settembre 1898 – Milano, 23 febbraio 1992), editore, drammaturgo e scrittore italiano che nel 1929 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Le righe che seguono sono state pubblicate sul quotidiano La stampa il 5 Marzo 1982], riprese da Chiara Valerio su Nazione Indiana  il 23 febbraio 2012, e da me qui rilanciate, perché in tono con quanto andiamo elaborando a proposito di paesologia decrescita lentezza del vivere (Salvatore D’Angelo)

di Valentino Bompiani

Oh, se tu sapessi, se tu sapessi, la terra eccessiva- mente vecchia e cosí giovane,
il gusto amaro e dolce, il gusto delizioso che ha la vita cosí breve dell’uomo.

A. Gide, I nutrimenti terrestri

Passati gli ottant’anni, ti dicono: “Come li porti bene, sembri un giovanotto”. Parole dolci per chi le dice ma a chi le ascolta aprono la voragine del tempo in cui si affonda come nelle sabbie mobili. La vecchiaia avanza al buio col passo felpato dei sintomi, squadre di guastatori addestrati che aprono l’inattesa, inaccettabile e crescente somiglianza con gli estranei. Su una fitta ai reni o per l’udito ridotto, anche il nemico diventa parente. Lo spazio e le cose si riducono: la vecchiaia è zingaresca, vive di elemosine.

Continua a leggere

Arminio: la Coppa America? Avessimo almeno creato le regate mediterranee

Da ”Corriere del Mezzogiorno” –  Giovedì 26 Gennaio 2012

Napoli tra grandi eventi e filosofia di Latouche

Paesologo e poeta autore di Terracarne (Mondadori)
commenta la città vista da lontano: «Non dobbiamo imparare dalla ‘decrescita’, noi siamo la decrescita»

 

Intervista a cura di Natascia Festa

NAPOLI – Il «Vento forte tra Lacedonia e Candela» – è il titolo laterziano di Franco Arminio – non sfiora le vele dell’America’s Cup. Il poeta e paesologo irpino, dalla sua «Terracarne» (Mondadori) non vede il mare, e meno che mai le regate. Ma questo è ovvio.
Mercoledì ha sfiorato Napoli – una conferenza alla Facoltà di Architettura – e poi ritorno a Bisaccia.
«Lambisco la metropoli, non ne conosco bene i meccanismi, posso raccontare come appare da lontano».
Continua a leggere