sognatori e sentinelle

metto qui e solo qui un pezzo uscito su il mattino di oggi. c’è bisogno di visionarietà, ma anche di tenaci osservazioni di quel che accade…

sognatori e sentinelle….

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Intorno al nuovo ospedale di Avellino c’è lo stesso traffico che c’era intorno allo stadio Partenio quando i lupi erano in serie A.

L’ospedale è nuovo, ma già ci sono lavori di manutenzione, alcuni operai stanno incollando pezzi di pavimento. Breve fila davanti all’accettazione. Sembra lo sportello di una banca. Arriva il turno di mia madre. Cosa ha la signora? Mi chiede un’infermiera dall’altra parte del vetro. Provo a rispondere e subito mi viene detto di entrare con la paziente. Mi danno un foglio con un numero e un codice. Ci sistemiamo in uno spazio dove ci sono già una ventina tra parenti e persone in attesa di essere visitate. Continua a leggere

videolettera a caldoro

DOVE MI RIVOLGO, SENZA ALCUNA SPERANZA, AL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA…
DOVE FACCIO CENNO AL GOVERNO NAZIONALE…..
DIOVE FACCIO APPELLO AI RAGAZZI….
CERCHIAMO DI METTERE DA PARTE LA CULTURA PARASSITARIA. CI SONO COSE CHE DEVONO FARE LE ISTITUZIONI, MOLTO DI PIÙ DEVONO E POSSO FARE I CITTADINI. OCCHIO AGLI ANZIANI, AGLI ALBERI, AGLI ANIMALI….

benvenuti in irpinia d’oriente

Home Festival Irpinia d’Oriente

Data: 1 ott @ 11:00 Dove:Irpinia Costo:Free Tipo:Arts Indirizzo:Bisaccia (av)

Sabato 1° e Domenica 2 ottobre appuntamento con l’arte, vagabondando tra i comuni di Bisaccia, Aquilonia, Monteverde, Morra De Sanctis e Rocca San Felice (Avellino). Home Festival Irpinia d’Oriente è un evento organizzato dalla Scuola Holden di Torino.
Lasciatevi coinvolgere in un percorso che accoglie in piccoli spazi la cultura come tradizione e innovazione. Nel programma 4 diverse situazioni tra arte e quotidianità si alternano a disposizione di una scelta rilassata o di un ricco e intenso itinerario.
1) Gli eventi realizzati dai giovani artisti: readings, video installazioni, proiezioni, teatro, e musica.

SLOW MOTION GENOCIDE + VJ KLEIN – Performance video-musicale

RAMONA BARBIERI- Performance teatrale

GAETANO BATTISTA – Performance teatrale

MAKARDIA – Performance musicale

GRUPPO MAIO – Video-installazione

ASSOCIAZIONE IRIDE – Performance teatrale

LUIGI CAPONE – Reading musicale

ANGELO CASTUCCI – Installazione artistica

2) Eventi che vedono protagonisti attori, danzatori, cantanti e artisti del panorama italiano, quali:
- Vincenzo Pirrotta in anteprima assoluta legge “Il Don Giovanni” di Alessandro Baricco, da Save the story – Grandi scrittori, storie immortali (Gruppo Editoriale Espresso/Scuola Holden). Don Giovanni: la vita pazza e la morte coraggiosa di un uomo che amava troppo le donne. Un racconto audace adatto alle orecchie di ogni età.
- Silvana Barbarini e la Compagnia Vera Stasi nella performance “Figure sonore” un breve concerto di partiture gestuali. I movimenti sono costruiti su ritmi ridetti e semplici, come sono le canzoni, come erano le forme antiche di narrazione. Le ‘danze’, in forma di brevi episodi, evocano pezzetti di un ‘pensiero collettivo’.
- Katia Giuliani, in “Ninna Nanna Ninna … Ops!” – collective housing l’artista fiorentina invita il pubblico a fermarsi…no, non a riflettere a dormire. Gli offre ospitalità in un ambiente all’insegna della condivisione. Un’installazione che è una scommessa, una grande stanza da letto. Mai visto un posto più sicuro e insieme pieno di sorprese (su prenotazione)
- Mario Ciccioli, costruisce un arpa eolica performance site specific e installazione sonora, “Lavorare con il vento vuol dire…: stare fuori (all’aperto, non di testa), guardare in alto (il cielo non è mai vuoto), attendere (il dono del suono e del silenzio) realizzare che c’è sempre un nuovo soffio che sta per arrivare.”
- Ulderico Pesce in Asso de mondezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l’Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è “quello di monnezza”, vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita.
- Peppe Servillo e Luis Mangalavite: il cantante e autore degli Avion Travel, Servillo, rifrequenta paesaggi della musica popolare. Un paesaggio di suoni costruito con il pianista argentino, con lo spirito di chi si trova all’altro capo del mondo e incontra qualcosa che gli appartiene.
- I Perturbazione, insieme a Franco Arminio in una rivisitazione dello spettacolo “Le città viste dal basso”.
- La mostra fotografica “My Broken World” di Francesca Cao e Michela Palermo a cura di Irene Alison, una rievocazione degli attimi terribili del terremoto dell’Irpinia, che ha segnato per sempre questa regione.
3) Eventi enogastronomici. L’Irpinia è una terra in cui la tradizione del cibo e i prodotti della terra hanno il valore non di una rievocazione ma di una meravigliosa pratica quotidiana.
4) Passeggiate speciali. Ci saranno giri mirati e giri ammirati, e tra questi alcuni accompagnati da esperti del territorio, altri dalla sapiente voce ironica di un irpino d’eccezione lo scrittore paesologo Franco Arminio.
Gli spettacoli sono aperti a tutti fino a esaurimento posti, fatta eccezione per alcuni che saranno segnalati. L’ingresso è libero.

 

IL NOME

LETTERA AI SINDACI E AL PRESIDENTE DELLA COMUNITà MONTANA ALTA IRPINIA

La mia zona si chiama Alta Irpinia. Io le ho dato un altro nome: Irpinia d’Oriente. Chi ci ha chiamato Alta Irpinia? Evidentemente chi sta in basso, Avellino o Napoli, e giustamente guarda ai nostri luoghi come luoghi alti. Irpinia d’Oriente è un nome che ribalta il punto d’osservazione. Non siamo guardati da Avellino o Napoli, ma siamo noi che guardiamo dove siamo e capiamo che siamo ad oriente rispetto ad Avellino o Napoli. Basta guardare le fotografie dei nostri anziani di un secolo fa per vedere profili balcanici, in molti casi addirittura asiatici. La dizione Alta Irpinia è imprecisa anche dal punto di vista geografico e climatico. L’Appennino campano corre all’altezza di Avellino, noi siamo a oriente delle catene montuose. Il clima di Bisaccia è molto più simile a quello di Sarajevo che a quello di Napoli.

Nel proporre il nuovo nome ho sempre pensato che Irpinia d’Oriente contenesse anche suggestioni antropologiche ed economiche. In un mondo in cui le cose avvengono in basso, chiamarsi Alta Irpinia significa già essere fuori gioco, percepirsi come luogo delle mancanze più che delle presenze. Per me Irpinia d’Oriente è un rovesciamento che aiuta anche a cambiare molti dei paradigmi che hanno condizionato la nostra vita. Considerando che da noi la modernità e la crescita ci hanno raggiunto nei loro aspetti più deteriori, ecco che sarebbe il caso almeno di immaginare nuove vie, stando attenti anche qui a dare i nomi giusti. Io la nuova via non la chiamo decrescita, importando ancora una volta il nome da occidente, ma la chiamo umanesimo delle montagne e quindi pongo l’accento su una via che nasce da noi stessi fin dal nome che le diamo.