Se l’anziano al bar non è gradito perchè “inquina” l’immagine
di Massimo Fini

L’altro pomeriggio, in una bella giornata di sole, ero seduto a un tavolino all’aperto del mio solito bar, a bere un bicchiere di bianco in perfetta solitudine. Non è un bar “trendy”, tipo Corso Como per chi conosce un po’ Milano, ma cerca comunque di darsi un certo tono anche perchè è circondato da locali di lusso (a poche decine di metri ce n’è uno frequentato dai giocatori del Milan, da Galliani, da Paolo Berlusconi, da Emilio Fede, da belle ragazze, la solita fauna). Io mi diverto a guardare il passeggio nell’ora dell’uscita dagli uffici: manager fra i quaranta e i sessanta in divisa d’ordinanza (giacca, pantaloni e “ventiquattrore”, neri come latte), altri, sempre con l’aria da manager, ma più giovani, vestiti in modo più disinvolto, “ragionieri pieni di stress” per dirla con Max Pezzali e donne che, se sono appena un po’ carine, marciano sui tacchi o sugli stivali con aria sostenuta e vagamente sprezzante, come se ce l’avessero solo loro.