DOPO SESSANT’ANNI RIPRENDE L’INTERESSE PER LA PROVINCIA. IL PERMESSO DI RICERCA SCADE NEL 2016
Avellino – Negli ultimi due anni voci di un presunto interesse dell’Eni, piuttosto che della Shell, per il sottosuolo dell’Alta Irpinia erano circolate ripetutamente, salvo infrangersi contro il muro impenetrabile della burocrazia locale. Mai una conferma su un fax o di una telefonata a questo o quel funzionario, amministratore locale. Eppure a margine delle grandi adunate la parola petrolio ricorreva con circospezione, sussurrata. In realtà nessuno credeva più alla concreta praticabilità di ricerche o perforazioni. Almeno fino a ieri.
Alla luce del nuovo orientamento del Ministero per lo Sviluppo Economico, che propende per accelerare l’individuazione di nuovi giacimenti petroliferi, tornano ad occupare le luci della ribalta le aree che hanno già concesso autorizzazioni esplorative. In particolare, l’attenzione si focalizza sulla Val D’Agri in Basilicata, il più grande giacimento continentale, e il Vallo di Diano, nel salernitano, dove si discute da diversi mesi dell’apertura di una piattaforma estrattiva.

