Al lago ghiacciato

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Stamattina ho fatto visita al più piccolo dei laghi di Avigliana, nella mia valle, a pochi chilometri da casa. La superficie è completamente gelata. Avete mai sentito i rumori che provoca un sasso gettato sulla superficie di un lago ghiacciato? Fantascientifici… In dodici anni che vivo in queste zone non l’avevo mai visto completamente ricoperto. Ed è pure un ghiaccio spesso, ho camminato fino al centro di questo deserto di ghiaccio e neve… la superficie è stata spezzata soltanto in un tratto, dalle guardie del parco naturale, per permettere l’approvigionamento ai germani, agli aironi, agli altri uccelli e animali che vivono in queste aree residuali di bosco. Stamattina eravamo a -9. Il sole fatica a sorgere.

 

88 cms – chi non protesta per la neve

Foto di Lorenzo Nardis

Pubblico un post dell’amico Alessandro Chiappanuvoli da L’Aquila.

D.A.

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Chi non protesta per la neve tè la pala ‘mmani.

Chi non protesta per la neve te sta a spalà ju vialetto.

Chi non protesta per la neve si ricorda come si ride.

Chi non protesta per la neve va piano con la macchina.

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Neve, emergenza e buon senso

"La palatina" - david ardito

di Stefano Ventura

“La natura non conosce catastrofi”, affermava lo scrittore svizzero Max Frisch. Non sono i fenomeni naturali a provocare disastri e conseguenze letali per l’uomo, ma l’inadeguatezza e l’impreparazione. La “catastrofe” di questi giorni si chiama neve, quella di qualche mese fa che colpì Genova e Lunigiana si chiamava “bomba d’acqua”, ma in generale la comunicazione di massa abusa a sproposito della categoria delle catastrofi, ovvero un “sovvertimento della realtà”, secondo l’etimologia.
Ben più serio è il discorso che riguarda le responsabilità, le inadempienze e i possibili correttivi. In questi giorni sono stati spesso chiamati in causa i sindaci, che hanno a loro volta criticato la struttura nazionale della Protezione Civile.

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videolettera a caldoro

DOVE MI RIVOLGO, SENZA ALCUNA SPERANZA, AL GOVERNATORE DELLA CAMPANIA…
DOVE FACCIO CENNO AL GOVERNO NAZIONALE…..
DIOVE FACCIO APPELLO AI RAGAZZI….
CERCHIAMO DI METTERE DA PARTE LA CULTURA PARASSITARIA. CI SONO COSE CHE DEVONO FARE LE ISTITUZIONI, MOLTO DI PIÙ DEVONO E POSSO FARE I CITTADINI. OCCHIO AGLI ANZIANI, AGLI ALBERI, AGLI ANIMALI….

Le cose ben fatte richiedono tempo

Le cose ben fatte richiedono tempo
[Inedito di Tiziano Fratus, Trana - 5 febbraio 2012]

La tormenta di neve era durata un giorno più un altro giorno,
una passata di bianco aveva moltiplicato le geometrie del buio.
I tetti erano scomparsi smozzicati dalle strade e dai muri,

i pini strobo lungo il corso del torrente e intorno all’acquedotto
avevano tirato fuori i muscoli, soltanto il ponte di legno
era rimasto lo stesso, spezzando la luce diffusa nel respiro di valle.

I volontari della protezione civile sventolavano le bandiere
facendo rallentare il traffico lungo la statale, Andate troppo veloci
diceva il figlio del falegname al fratello del sindaco;

gli sguardi tagliati dalle folate di gelo, la pelle violacea,
quel che ora avevano di fronte non era una novità ma pur sempre
un dispiacere: il pelo arruffato che oscillava al passaggio delle macchine,

il sangue rappreso intorno alla bocca sporcato dalla neve ingrigita.
Le pupille sparate, vitree, non sembravano nemmeno morti.
Sapevano cosa andava fatto ma nessuno avrebbe seguito la procedura.

Dove la vuoi seppellire? Chiese il fratello del sindaco, girando la mano
come a ricevere l’ostia del parroco. Forse nel bosco, sopra
la torre vecchia, la natura non ci sta in un sacco di plastica