Ricordi che ho dei miei paesi.
Una donna che porta un cesto sulla testa, camminando lungo un viottolo di campagna.
Una eco che ritorna sulle note di una canzone popolare del mio conterraneo Domenico Modugno e che parla del venditore di sale e sapone, “Sali e sapuni aju ‘ddò”
Mi dicono che questi paesi sono morti e che la modernità li ha cambiati per sempre. Credo sia vero, eppure…
Eppure capita, le sere, di trovarsi in un posto lontano della mia terra, senza saperne il nome, perché i segnali di indicazione si dimenticano, si vogliono dimenticare.
Può essere Montemesola, piuttosto che Oria, ma la cosa non cambia.
Se passeggi lungo il corso, se ti siedi ad una panchina, mentre la gente si riversa nella strada principale, il giorno di festa, lo ritrovi: ritrovi la gente sulla soglia di casa a parlare, ritrovi i vecchi al caffè, ritrovi il circolo cittadino, ritrovi la chiesa alla fine del viale.
È il paese.
E se con l’auto percorri una piccola frazione risenti l’odore di un tempo andato che ti invade il cuore: la campagna, gli ulivi secolari e le case di pietra antica perse fra il verde.
Ed è Sud, è Meridione, è Puglia.
Lo senti nell’animo, anche se hai cercato di rinnegarlo per un certo periodo della tua vita: ti dà una sensazione di dolce e tenero tormento, come un ricordo di bambino che non puoi cancellare.
E siccome senti che sei nato qui, che questo è il tuo posto, sai che, anche lontano miglia e miglia, esule per tua scelta o per costrizione, all’altro capo del mondo, lo cercherai in ogni angolo della terra, senza poterlo più trovare come lo conosci.
Perché sai che nessun altro posto del mondo potrà parlare al tuo animo come parlano quei luoghi.
Francis Allenby