La paesologia come rivoluzione erotica e viandante

Da domani ad Aliano, nell’Appennino lucano, inizia un festival unico. La paesologia come rivoluzione erotica e viandante

Oggi è uscita una bella pagina su IL MANIFESTO. Ecco il testo. fate girare. chi non viene ad Aliano sia generoso. 

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foto di Michela Pozzi

Foto: Michela Pozzi

LA LUNA E I CALANCHI,
Festival della paesologia, dal 29 al 31 agosto, Aliano, Mt

La forza della poesia e la forza del luogo, l’idea che bisogna partire da una fonte che sia nostra. Ecco Aliano, un’esperienza aperta all’impensato, una tre giorni di cose intime e di passioni civili. Una cerimonia dei sensi contro l’autismo corale. La paesologia festeggia un paese e i suoi abitanti, festeggia i cardi, i lampioni, i muri nuovi e quelli antichi. Tre giorni in cui il sud creativo prova anche a essere un sud corale. Un festival leopardiano, una serena obiezione alla modernità incivile. Ci saranno oltre cento ospiti e molti visitatori provenienti da tutta Italia. Non spettatori, ma turisti della clemenza, attori di una rivoluzione lieta, senza ire. Ad Aliano ci congediamo dal vecchio secolo, entriamo nell’epoca dei luoghi, indichiamo un piccolo paese come capitale di un grande sogno: l’Italia come luogo di raduno degli spiriti insofferenti alla dittatura dell’economia. Abbiamo bisogno di partire da un posto preciso. Fare comunità, anche se comunità provvisorie. E rompere gli steccati delle discipline, rompere la grande separazione della politica dalla poesia. La festa della paesologia non ha bisogno di proclami, è un racconto senza approdi predefiniti. Andiamo, andiamo insieme ad Aliano. Andiamo nei calanchi piuttosto che infilarci al casello del pensiero unico. La nostra chimera non è la crescita, la nostra chimera è la poesia.

Ecco un luogo dell’Italia, l’Italia che non è annegata in un mare di cemento e di merci. Molti lo hanno capito che venire ad Aliano non è partecipare a un festival come tanti, è darsi a una nuova militanza civile: la poesia.

Ho partecipato a una passeggiata notturna nel paesaggio intorno al mio paese. Eravamo quasi duecento persone. Un partito oggi mette insieme tante persone solo se le paga. Guardare il paesaggio, camminare, stare insieme: ovunque si diffonde una nuova sensibilità rivolta all’antico. In fondo ad Aliano facciamo qualcosa di simile. Sarebbe bello se nel prossimo autunno le persone disertassero i divani e rimanessero pronti a cercare gli altri, un autunno di comunità e di poesia. Sarebbe la vera fine degli ignobili che ancora stanno in scena.

In questi giorni ho capito una cosa: abbiamo una sola strada, la clemenza, la dolcezza. Chiedere scusa e ringraziare. Ecco altre due cose che dovremmo fare ogni giorno. C’è sempre qualcuno a cui dovremmo chiedere scusa. E qualcuno da ringraziare.

Quando si pensa alla rivoluzione si pensa ai cortei, alle urla e invece la rivoluzione si può fare anche a bassa voce, è un compito per gli angoli bui della giornata, una faccenda intima prima che corale. La rivoluzione forse si può fare con mitezza, uscire dal mondo delle merci poco alla volta, con le forze che abbiamo, senza arroganze, senza proclami, uscire fuori e salutare chi arriva e chi parte, guardare la morte e la bellezza, usare il silenzio e la parola, farlo con calma e con urgenza, c’è ancora tempo, ad Aliano c’è ancora tempo.

Venite ad Aliano per “un eros vago, lontano, come una stretta di mano”.

La paesologia è camminare nei paesi. Camminare fa bene quindi fanno bene anche i paesi. Se gli italiani andassero in giro per i paesi, se camminassero tre ore al giorno la farmacie e i medici guadagnerebbero assai meno. Un governo occidentale oggi dovrebbe come prima cosa far camminare le persone. L’ossessione della scrittura in questi anni mi ha fatto camminare poco, ma abbastanza per capire che non c’è un antidepressivo migliore.

Dormo poco, dormo sempre meno. Appena esce la luce del giorno sono sveglio, ho urgenza di andare nella luce. Mi sto allenando alla tre giorni non stop di Aliano, il programma è fermo solo dalle sette alle dieci del mattino. Il Sud può continuare a denigrare il Sud che gli sta accanto, può succedere quello che succede da sempre, possiamo continuare a ubriacarci di rancore e diffidenza, ma qualcosa ormai si è mosso, una pietra si è scastrata, c’è uno spiraglio di luce. Ed è per questo che mi sveglio così presto, l’alba mi presta le sue scarpe, andiamo Arminio, andiamo ad Aliano.

Aliano dice all’Italia fatti dolce e lontana e silenziosa, torna agli ulivi, al grano, al fazzoletto pieno di sudore quando la giornata era una cosa sola: serpente fischio pianto sole e non il mosaico di plastica che c’è adesso. Aliano dice all’Italia che molto abbiamo perso, forse l’essenziale, e dobbiamo sentirlo e piangere e ridere e tornare davvero alla nostra terra, stare davvero qui dov’eravamo.

La modernità incivile ha ancora i suoi fanatici, la miseria spirituale dilaga. Chi è in esilio, chi è orfano, chi è a disagio deve trovare compagnia alla sua solitudine, non deve buttarla. L’idea della morte non si può diluire col divertimento o con l’orgia delle merci. L’idea della morte si sostiene con la poesia, con l’esposizione di quel che siamo. E se esponiamo la nostra paura o il nostro delirio o la nostra ossessione, se esponiamo il gioco profondo che ci muove, dobbiamo incontrarci nello squarcio, non sulla vernice fresca del compiacimento e del conformismo. Ad Aliano io penso a una comunità di squarci, a una comunità delle fessure, a un abbraccio degli orli. Dunque un festival del bilico, una cerimonia dei sensi che all’improvviso si verticalizza, si fa notturna, metafisica. Dal vuoto dei calanchi al vuoto della luna. Un festival lieto e dolente, per chi non vuole dissolvere misteri con l’abbaglio della ragione, per chi non vuole irrigare il mondo con le proprie opinioni, ma vuole solo guardarlo.

Suonare, scrivere poesie, fare film non serve a niente. Solo se capiamo questo possiamo suonare bene, scrivere buone poesie, fare bei film. Ad Aliano la poesia esce dalla pagina, la musica dallo spartito, il cinema dalla pellicola. Non esiste più la letteratura, non esiste più la musica, non esiste più il cinema. C’è un unico grande spazio in cui avviene tutto, una fornicazione universale delle anime. In questo spazio confuso e convulso bisogna sapersi scegliere i vicini, sapere che facilmente diventano nemici. Gli esseri umani e i luoghi ogni giorno ci danno scene diverse, la mutazione non è più dei secoli ma dei minuti. E allora non ha senso un festival che onora un’arte, non ha senso un festival che organizza la distrazione degli schiavi per poi riportarli al lavoro. Ci vuole una storia più semplice: ritrovarsi con lo smarrimento e con lo sfinimento in cui siamo. E leggere, suonare, filmare, farlo perché non serve a niente.

Il capitalismo è morto, ma i capitalisti sono vivi e vegeti. Anche l’egoismo è morto, ma l’egoismo è ancora un abito comune. Non siamo in condizione di cambiare il mondo, di cambiarlo tutto, ma possiamo praticare, dove è possibile, nuove forme di comunità. Io le chiamo comunità provvisorie. A fine agosto ad Aliano c’è una comunità che si crea e poi si dissolve. Non è un disegno, non è una rivoluzione, è una festa in cui è lecito mettere assieme anche i dubbi e gli affanni. Nemmeno questo è il nostro tempo. Forse non è neppure il tempo dei nostri nemici.

arminio

Scuola di paesologia con Franco Arminio

Le iscrizioni scadono il 10 giugno, affrettatevi!
di Teresa Caruso

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P Paesaggi, paesi, poesia, passione muovono

A Arminio, Franco, paesologo, poeta e scrittore, a scrivere di una lingua nuova.

E Escursioni a Romagnano al Monte, Roscigno Vecchia, Caggiano. Le tre tappe della

S Scuola di Paesologia (link al sito http://www.felicitainternalorda.it/auletta-e-pertosa/sistema-mida/auletta-pertosa/paesologia-a-scuola-da-franco-arminio).

O L’Osservatorio permanente sul dopo sisma (www.osservatoriosuldoposisma.com) e la Fondazione MIdA ospiteranno l’evento, nei giorni 28-29-30 giugno e 1 luglio, presso il Palazzo Jesus di Auletta (SA).

L Luoghi e sentimenti i fili conduttori del progetto FIL, Felicità Interna Lorda.

O Ospitalità. Le comunità di Auletta e Pertosa offrono, a sei studenti non residenti nella provincia salernitana, la possibilità di pernottare in abitazioni private; gli altri partecipanti usufruiranno di strutture convenzionate (30 euro a notte, a persona, per le notti del 28, 29 e 30 giugno).Le comunità locali si occuperanno delle cene conviviali alle quali si potrà scegliere di partecipare con un contributo di 10 euro a pasto.

G Giornate, tre, saranno scandite da escursioni, momenti di riflessione e scrittura, pranzi e cene conviviali. Nei momenti non prettamente didattici i partecipanti potranno dedicarsi alle tante attività promosse annualmente dalla Fondazione: per saperne di più: http://www.felicitainternalorda.it/la- fondazione/sistema-mida/la-fondazione/la-fondazione-mida.Visita alle Grotte dell’Angelo, musica, letture e proiezione di documentari accompagneranno i discorsi serali.

I L’Iscrizione alla Scuola di Paesologia prevede il versamento di una quota di 50 euro al momento dell’arrivo (pomeriggio del 28 giugno). Tale quota include, oltre alla didattica, l’ingresso gratuito ai Musei MIdA, agevolato al museo Insecta e la visita alle Grotte dell’Angelo di Pertosa. Inoltre, per i sei studenti residenti fuori dalla provincia, la quota d’iscrizione include il costo del pernottamento. Per partecipare è necessario inviare, entro il 10 giugno, il proprio CV e una lettera di motivazione al seguente indirizzo e-mail: info@osservatoriosuldoposisma.com (specificando nell’oggetto “scuola di paesologia”). Oltre tale data verranno pubblicati i nominativi dei partecipanti alla scuola e sarà possibile contattare le strutture ricettive per prenotare il pernottamento. Si richiede ai partecipanti di essere automuniti.

A Arrivederci al 28 giugno!

Ripercorrere l’Irpinia: Italia_Irpinia_50_60

di mario perrotta

Pubblicato sul IL MATTINO edizione di Avellino del 04.10.2011

Ripercorrere l’Irpinia facendosi guidare dalle cartoline italiane pubblicate tra gli anni 1950/1960 può essere ai nostri giorni un viaggio nel tempo e nello spazio ricco di significati. I punti di ripresa delle originarie fotografie rivelano una sapiente conoscenza del territorio ed, in molti casi, la volontà e l’orgoglio di rappresentare i centri abitati nel loro complesso, le antiche strade statali, i monumenti ed i luoghi di ritrovo delle comunità. Ancora lontani dalla possibilità di veicolare le immagini con la facilità a cui siamo abituati, le cartoline fotografiche rappresentano per gli Italiani, per oltre un decennio, uno strumento di massa per conoscere e promuovere i Comuni ed i loro paesaggi. Soffermarsi su quelle immagini a sessanta anni di distanza aiuta a comprendere e conoscere meglio l’Irpinia.
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Corridoi ecologici, penultimo weekend di appuntamenti

 “Tra i Sic i corridoi ecologici”, penultimo weekend di appuntamenti per la valorizzazione dei corridoi fluviali d’Irpinia. Protagonista dell’incontro musicale (gratuito) di domenica 2 ottobre sarà uno dei cantautori italiani più talentuosi e più quotati del momento: Dario Brunori, in arte Brunori Sas. Brunori (voce e chitarra acustica) si esibirà a Bonito – Avellino (Largo Cassitto, ore 16.00) accompagnato da Simona Marrazzo (cori e percussioni), Mirko Onofrio (fiati), Dario Della Rossa (tastiere), Stefano Amato (violoncello e chitarra elettrica) e Massimo Palermo (batteria). Per il 34enne calabrese – già vincitore di Premio Ciampi e Premio Tenco – quello di domenica non sarà il primo concerto in terra irpina (si è esibito qualche anno fa alla Casina del Principe di Avellino), “anche se – sottolinea l’artista – cantare di pomeriggio, circondati dal verde incontaminato, sarà un’esperienza diversa, molto particolare”.
C’è un luogo della natura da cui Brunori trae ispirazione per le sue canzoni, contraddistinte da testi poetici ed irriverenti? “Di base sono un tipo casalingo, l’ispirazione la trovo tra le mura domestiche – risponde -. Tuttavia, anche se in qualche canzone parlo del mare, è la montagna l’elemento della natura che mi è più congeniale, in particolare i paesaggi della Sila. Per questo penso che in Irpinia mi troverò molto a mio agio”.

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Le strade della poesia – terza edizione – poesia della terra

LE STRADE DELLA POESIA terza edizione – POESIA DELLA TERRA
Settembre 2011 - Guardia Lombardi (Av)

Molti i nomi eccellenti della poesia italiana, su tutti il nome di Franco Buffoni, docente a Cassino, autore per Mondadori e tra i più importanti poeti viventi, hanno aderito all’iniziativa “Le strade della poesia” che si svolgerà in settembre a Guardia Lombardi, nella sua terza edizione con tema “La Terra”.
Un percorso nel centro storico, per creare suggestioni partendo dalla poesia. Il centro altirpino sarà un libro aperto, e si potranno leggere le poesie dei tanti autori che hanno aderito da ogni parte d’Italia. Versi sulla terra, la madre terra, la terra matrigna, le zolle aride o fertili sotto i nostri piedi, i luoghi di origine e di vita, la terra nelle più varie espressioni, negli scritti che avvolgono nella lettura mentre si rivelano gli scorci del centro altirpino. Leggere una poesia, mentre si scoprono angoli nascosti del paese, o mentre si è affacciati sulle superbe vallate che rivelano l’Irpinia.

Guardia Lombardi torna, dopo sette anni dalla seconda edizione, ad essere il paese della poesia, una poesia da tramandare e vivere, questo il significato dell’iniziativa ideata dal poeta Domenico Cipriano e voluta dall’Amministrazione Comunale di Guardia Lombardi e dalla locale UNLA, a cui finora hanno aderito oltre 70 poeti, tra quelli noti e meno noti, inviando i loro testi per avvolgere il centro irpino con la poesia e lasciarsi coinvolgere nella scoperta dei suoi vicoli e dei suoi paesaggi. Finora hanno aderito:
Domenico Alvino, Giuseppina Amodei, Luca Ariano, Franco Arminio, Raffaele Barbieri, Paolo Battista, Mariella Bettarini, Natasha Bondarenko, Andrea Breda Minello, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Domenico Cambria, Cosimo Caputo, Carmine Cataldo, Ettore Cicoira, Domenico Cipriano, Rino Cipriano, Maurizio Clementi, Vincenzo D’Alessio, Leone D’Ambrosio, M. Stella D’Amico, Ottaviano De Biase, Marco De Gemmis, Sonia De Francesco, Fortuna della Porta, Gabriele De Masi, Arnold de Vos, Adele Di Pietro, Francesco Di Sibio, Stelvio Di Spigno, Riccardo Duranti, Narda Fattori, Francesco Filia, Fabio Franzin, Vincenzo Frungillo, Serenella Gatti, Andrea Garbin, Monia Gaita, Gerardo Genovase, Amerigo Iannaccone, Giovanna Iorio, Letizia Leone, Eugenio Lucrezi, Bianca Madeccia, Michele Marra, Carmine Montella, Alberto Mori, Giovanni Moschella, Ivano Mugnaini, Alfonso Nannariello, Rita Pacilio, Antonio Parente, Eugenio Gaetano Parrella, Fabio Pelosi, Luisa Pianzola, Ivan Pozzoni, Annibale Rainone, Alessandro Ramberti, Anna Maria Renna, Salvatore Ritrovato, Anna Ruotolo, Meth (Simonetta) Sambiase Armando Saveriano, Angelina Sessa, Salvatore Sibilio, Emanuela Sica, Luciano Somma, Agostina Spagnuolo, Antonio Spagnuolo, Antonella Taravella, Rossella Tempesta, Giuseppe Terracciano, Liliana Ugolini, Antonietta Urciuoli, Raffaele Urraro, Elena Varriale, Giuseppe Vetromile, Ottorino Vigliotta, Salvatore Violante e molti altri hanno annunciato la propria adesione.

PER PARTECIPARE:
Chi intende partecipare deve inviare massimo 2 poesie (ogni poesia non deve superare i 25 versi, per esigenze di esposizione) sul tema LA TERRA, nel suo più ampio significato, per sceglie quelle da accogliere lungo le strade di Guardia Lombardi. Sono gradite poesie inedite, ma se si vogliono inviare degli editi, si prega di citare la pubblicazione da cui è tratta per riportarla sulla stampa, nonché l’eventuale autorizzazione dell’Editore che ne detiene i diritti. Infine, sono richiesti i recapiti degli autori e l’autorizzazione ad utilizzarli perché possano essere informati sugli sviluppi dell’iniziativa e di altri eventi collaterali.
Inviando i propri testi si cedono i diritti al loro utilizzo ai fini della manifestazione, senza nulla a pretendere, anche per una eventuale pubblicazione ad essa collegata, nonché si attesta che le poesie sono di propria produzione e si è titolari dei diritti sull’opera. L’invito è pubblico e vi esortiamo alla diffusione presso poeti che ritenete opportuno coinvolgere, nello spirito di una vera festa della poesia e della cultura.

COMUNICATO LE STRADE DELLA POESIA terza edizione – POESIA DELLA TERRA

http://www.facebook.com/event.php?eid=154825711259638

Le poesie possono essere inviate all’indirizzo e-mail:
stradepoesia@yahoo.it con oggetto “STRADE POESIA”; oppure per posta, al seguente indirizzo: Segreteria STRADE POESIA c/o Biblioteca Comunale, via San Rocco, 8 – 83040 – Guardia Lombardi (AV)
Le composizioni devono giungere entro il 20 agosto per garantire un’efficiente ed adeguata organizzazione.

PER FARLA FINITA CON LA PAESANOLOGIA

Questo è un libro che parla di luoghi non tanto per dire quel che c’è o quel che c’era, ma per provare a dire come mai la vita è sparita. La vita era un’aria, una pressione indefinita ed è stata inscatolata negli oggetti, imbottigliata nelle parole. Il sud con i suoi paesi è semplicemente un luogo dove la sparizione della vita forse si vede meglio. Il mio lavoro è esplorare margini, paesaggi, vicoli, facce in ombra. Questo libro è l’ultimo mio lavoro intorno ai paesi, sento che la lingua si sta già dirigendo altrove, che si sta costruendo un suo paese. Non cerco più il sindaco che mi dice dei soldi che non arrivano, l’accidioso che spia la vita degli altri assicurandosi che resti piccola come la sua, cerco solo creature che mi parlano da un quinto lato, creature che abbiano nello stesso sguardo l’uscita da sé e l’immersione nel più profondo di sé, creature antiche, esiliate, inattuali, senza nulla di moderno, nulla di contemporaneo. La parte di noi che usiamo per stare al mondo è scaduta, serve poco per vivere, pochissimo per scrivere un libro. La paesologia è un modo per organizzare la nostra inesistenza in questo mondo di accaniti al contingente. Appena mi parlano, IO duro pochi secondi, poi svanisco, proprio non ci riesco a ruminare la vita paesana, i suoi riti guardinghi, costantemente rivolti al passato. I luoghi resistono perché non sono costretti a parlarci, ad ascoltarci. I luoghi hanno una vita molto intensa. Adesso che l’uomo si è ritirato nei suoi miseri oggetti, le montagne sono più loquaci, gli animali sono ancora più innocenti. Continua a leggere