I giorni della canapa di Salvatore Di Vilio

Ieri gli Orti di Atella, oggi I giorni della canapa – Storia per immagini in Terra di Lavoro, (Rogiosi editore, Napoli 2012, € 35.00). Per chi non conosce il lavoro fotografico di Salvatore Di Vilio potrebbe pensare che la sua attività di ricerca e documentazione sia tutta racchiusa all’interno del suo territorio nativo.

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“I giorni della canapa”. Un libro di Salvatore Di Vilio

“I giorni della canapa”: Il libro è il frutto di trent’anni di ricerca, passione e appartenenza al territorio di Terra di Lavoro. All’interno del libro si possono trovare fotografie scattate da me nell’ultimo periodo nel quale la canapa lentamente scompariva dalla filiera economica, oltre a una dettagliata e accurata raccolta di foto d’epoca che testimoniano i mutamenti del paesaggio rurale e della “fatica”.

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Il caso Carditello. La Regione ci mette una pezza

Da Palazzo Santa Lucia nasce l’idea di costituire la ‘Fondazione Carditello’. Una manovra di facciata che maschera le pessime intenzioni di Caldoro e soci 

 

di Nando Cimino

La Regione si impegna a promuovere la costituzione della “Fondazione Carditello” . L’idea è quella, attraverso la fondazione appunto, di acquisire, promuovere e gestire il Real Sito Borbonico. Apprezzabile lo sforzo ma, ammesso che si possa parlare di successo o comunque di un punto segnato a favore della provincia di Caserta, i dubbi si moltiplicano e la sfiducia aumenta.

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Real sito di Carditello tra abbandono e razzie, una vergogna tutta italiana.

Terra di Lavoro, orrenda agonia del Real Sito di Carditello

Guardate questo video realizzato da Franco Spinelli di Pupia Tv in collaborazione con Antonio D’Agostino e Salvatore Di Vilio. Parla dell’orrenda agonia del Real Sito di Carditello, nel Settecento tenuta agroalimentare d’avanguardia del re Borbone, con più di 2000 ettari di terreno : agricoltura, allevamento, produzione di mozzarelle, vino, grano e ogni ben di dio, in una pianura ricca di boschi, le cui strade di transito erano bordate da magnifici platani, messi a dimora secondo i progetti dei migliori architetti del paesaggio .

 

 Proprietà del Consorzio del Basso Volturno, il sito è stato messo all’asta per la vendita ai privati perché quel consorzio, sommerso dai debiti, non è in grado di garantirne restauro e manutenzione, come sarebbe tra i suoi compiti istituzionali. Già due aste sono andate deserte, per un prezzo di per sé sottostimato rispetto al reale valore del bene. Immaginate perché, e a chi potrebbe fare gola… La politica, naturalmente, è assente.

 

 Alcuni degli attuali protagonisti impegnati nell’opera di denunzia dello stato di degrado e di totale abbandono sono gli stessi di trent’anni fa. A loro va reso onore, perché non hanno mai ammainato la bandiera della lotta, condotta tra l’indifferenza della maggioranza d’una opinione pubblica anestetizzata.

 

 Bisogna dire grazie anche all’opera di Franco Arminio se incomincia a diffondersi una nuova consapevolezza critica della difesa del paesaggio e del suo patrimonio artistico e architettonico.

 La riacquisizione al bene comune del Real Sito di Carditello è una battaglia per ricostruire il paesaggio della pianura di Terra di Lavoro, terra martire d’ogni nequizia ambientale . Ed è una battaglia che vale la pena di combattere. (Salvatore D’Angelo)

http://www.pupia.tv/notizie/0010603.html