qui

Qui siamo pochi ma non  riusciamo a contarci.

Qui ci sono tante chiese ma è il paesaggio l’unica cattedrale.

di fabio nigro

 

Qui ad ottobre le rose sbocciano tristi.

Qui nei giorni di nebbia l’altopiano perde la memoria.

Qui il tempo è bambino e un’ora può durare anni.

Qui il buio fa ancora la sua parte.

Qui lo stile barocco appartiene solo alle nuvole.

Qui ogni parola d’amore non detta è un telegramma alla propria solitudine.

Qui alle porte chiuse bussa solo il paesaggio.

Qui tutti gli alibi crollano alle prime luci dell’alba.

Qui puoi cercare conforto solo nello stupore delle zolle rivoltate.

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8 thoughts on “qui

  1. Fabio Nigro è una conferma ormai, un degnissimo esempio di cosa sia l’umanesimo delle montagne. E questo testo poetico lo attesta, scandito da versetti che hanno “qui” ad incipit di ciascuno d’essi, a mo’ di grani d’un rosario laico recitato da chi resta, mente e cuore aperti, in osservazione del paesaggio, con lucidità e stupore, lanciando il suo sommesso grido di dolore/protesta.
    Chapeau!

  2. ciao,
    grazie per i versi.
    il 4 dicembre presso il nostro agriturismo-ecovillaggio parleremo di paesaggio anche per avvicinarci al Forum che sta nascendo in difesa del territorio libero.
    faremo il formmaggio in casa, il pane in casa e le zuppe in casa con profotti non a km. zero ma a cm. zero…
    ho pensato che il modo migliore sarà farlo aprendo la giornata con questa poesia.
    sempre che l’autore sia d’accordo.
    grazie infinite a lui e a tutto il blog…
    un saluto a tutti

    stefano lucarelli
    narratore
    Ecovillaggio La Contea degli Angeli – Castell’Azzara – GR

  3. …ad esempio ….queste non sono semplici parole poetiche che fanno letteratura ma sono parole di un anima-terra-carne che vive l’irpinia con le sue rose tristi d’autunno ,con le sue nebbie smemorate,con il suo tempo bambino,con il buio che non si contrappone al chiaro,con le sue nuvole barocche,con le parole d’amore della solitudine,con il suo paesaggio,alibi,conforti ….stupri delle zolle rivoltate….grazie fabio che mi ricordi la terra delle mie infanzie come generoso e amorevole dono….

  4. Lo spazio è una società di luoghi come le persone sono punti di orientamento del gruppo. C. Lèvi-Strauss

    La cultura è il momento in cui il rapporto tra l’uomo e la natura,tra mente e paesaggio,tra ideale e reale si esprime e si realizza in sistemi di segni e di azioni.Ma bisogna sempre ricordarsi che da sempre abbiamo abitato luoghi e che oggi fa parte della moderne riscoperta del sé che sempre più si rifugia nell’isolamento e
    nell’autismo.
    Il paesaggio è un presente ‘remoto’ e interseca gli strati biologici e culturali della esperienza per liberarci dai labirinti che da solo ci siamo costruiti per paura o per comodità.
    Il paesaggio scappa dalle cornici e diventa appunto un fascio di gesti di appropriazione spaziale- materiale,simbolica, semiotica e mitica,creativa e distruttiva, che caratterizza e costruisce la storia culturale della nostra specie umana.
    mauro……bifronte……..noioso e complesso…. prigioniero dei propri labirinti concettualii e ideali…..

  5. Pingback: QUI | Caposele.net

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