prossimi appuntamenti

della bellissima serata di andretta spero che ne parlino gli amici presenti.

mi limito a segnalare i prossimi appuntamenti.

21 dicembre, ore 18, hotel civita, atripalda, presentazione comunitaria di terracarne.

29 dicembre, ore, 13.00, materdomini, riunione di fine anno da luciano

15 gennaio caserta, ore 11.00, fino alle 22.00, comunità provvisorie a raccolta….

 

 

 

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22 thoughts on “prossimi appuntamenti

  1. Volevo ringraziare Franco per l’invito e tutto il gruppo per l’accoglienza. Siete stati una rivelazione. Pensatori, ricercatori, studiosi e osservatori della vita dove questa langue, delle tradizioni ove tutti ricercano l’innovazione, del sentimento dove tutti vedono il vuoto… grazie per la bella passeggiata, per la bella chiacchierata e per la piacevole compagnia. Alla prossima.

  2. poderosa serata ieri, persino eccessiva, penso l’inizio della svolta…di nuovo i riti della prima ora, messi a punto e oliati per il futuro, senza gli appesantimenti ed infingimenti della prima fase

  3. Domenica sera il paese era un cane disteso a terra e noi eravamo le sue pulci provvisorie. La passeggiata parte da piazza Francesco Tedesco, la vecchia piazza mercato.

    Arminio cerca il campanile, è il suo faro e manovra per riportare il corpo in porto.

    Ci sediamo a tavola come gli alberi di un viale. È autunno e Arminio è vento, stacca dai nostri rami pensieri e grumi narrativi, ci scopre per l’inverno.

  4. sì, è stata una bellissima serata e l’anfitrione rocco a dir poco senza confini.
    un bel pò di facce nuove o seminuove, qualcuno ci ha snocciolato un curriculum come se fossimo da Goldman Sachs (bastava venire mezz’ora prima e ci avrebbe pesato in tutt’altro modo…).
    Spero di rivedere quelli che non c’erano ai prossimi appuntamenti, soprattutto a caserta, nei bunker di pianura, la nuova frontiera …

  5. dal supplemento Lettura Corriere della Sera:
    «I paesi stanno sparendo, sta sparendo un mondo e da questa sparizione noi che abitiamo i paesi siamo attraversati come da una slavina silenziosa»: così racconta Franco Arminio nel suo nuovo libro Terracarne, da poco uscito per Mondadori. Lo scrittore irpino, inventore della «paesologia» («una via di mezzo tra l’etnologia e la poesia») nel libro percorre a uno a uno i molti paesi di un’Italia che ha patito in modo «troppo veloce il passaggio dalla civiltà contadina alla modernità incivile». Il suo cammino attraverso la Basilicata, i monti alle spalle del Tavoliere, l’entroterra campano tra Caserta e Salerno, l’Irpinia e il Cilento, è in parte un viaggio lirico, personale, anche segnato dagli attacchi di panico che lo sorprendono, dove però il personale è la condizione «di chi dalla carne soffre per la sua terra e dalla te
    soffre per la sua carne», quindi potenzialmente comune. Percorrendo sentieri impervi e annotando tutti gli abbandoni, gli obbrobri del cemento, delle speculazioni e dell’interesse, dove la parola «povertà» ha assunto un significato deteriore («la desolazione è una cosa nuova per i paesi. Prima c’era la miseria»), l’intento di Arminio non è l’elegia («il problema dei paesi non è la loro morte, è la vita che li abbiamo costretti a vivere») o il compianto di ciò che non c’è più («non si fa manutenzione dell’agonia»), bensì la speranza di «un altro Sud, fatto di persone che cominciano a scambiarsi abbracci veri e parole intense, a spezzare il pane comune dello scrupolo e dell’utopia».

  6. Giunti ad Andretta con l’indaco del tramonto che incorniciava una mezzaluna di cristallo sulla banderuola d’un edificio della Piazza Tedesco, in controcanto col campanile a punta dall’altro lato, a confermare la nomea di spendido borgo “balcanico” nel cuore dell’osso appenninico.

    Andretta antica è stata una splendida sorpresa; ci ha offerto scorci indimenticabili: piazzette /quinte avvolte nelle ombre della sera, con vicoli e gradini in ascesa verso il punto più alto da dove le luci dei paesi vicioniori sembravano gemme a rischiarare la tenebra.

    Andretta mi pare abbia subito in misura infinitamente minore lo scempio del dopoterremoto, riuscendo a conservare la grande funzionalità dell’antica cortina urbanistica.

    E poi la bella serata di evocazioni/suggestioni /discussioni, tutte legate da fili sotterranei, a dire che c’è ancora tanto spazio per ritessere la grande trapunta comunitaria. Basta crederci e volerlo, con lucidità e senza fideismo, recando ciascuno il proprio apporto, per quel che può e quel che sa. A partire dai prossimi appuntamenti, occasione per rilanciare gli incontri comunitari, indispensabili a dare carne visibile a quelli virtuali in rete, strumento frigido per definizione.

    Quella del 21 dicembre prossimo, non sarà solo un’occasione per tributare un giusto riconoscimento a TERRACARNE, ma anche l’opportunità per scambiarsi auguri natalizi di terra e di carne e per ritessere vecchie e nuove amicizie.

    Il 29 dicembre, poi, rilanciamo il tradizionale incontro comunitario a MATERDOMINI, da Luciano Malanga ad onorarne la squisita ospitalità presso il ristorante Settebello.

    Ma a partire da ora e nei giorni seguenti diamo tutti una mano a definire il grande evento del 15 Gennaio a Caserta, presso l’OFCA di Via Cesare Battisti ; durerà tutta la giornata, ed è dedicato alle Comunità Provvisorie del territorio e alla paesologia.

    Sono benvenute idee e proposte. Ne propongo una io, rubando un’espressione a Rocco, grande poeta/ristoratore di Andretta : IL TERZO AGNELLO . VIAGGIO PAESOLOGICO TRA LE COMUNITA’ PROVVISORIE DEI TERRITORI. Come idea/(titolo per l’evento del 15 gennaio prossimo a Caserta.

  7. Voglio anch’io sottolineare le nuove presenze, di grande qualità : Enzo di Contursi, Mario Pagliaro, Enza Iadevaia di Durazzano (bello il suo Campanì Campanò, che mi accende già qualche idea per il 15 gennaio prossimo), Loredana Galgano di Calitri, a fianco del gruppo piano- costiero (sergio, i due salvatore, giacomo) e appulo-dauno (angelo castelluccio mobilitatosi da Foggia e latore di una bella idea sui centri storici), e alla schiera del’osso :l’imprescindibile Gaetano Calabrese , voce recitante tra le quinte naturali di Andretta, dove ha risuonato il suo forbito dialetto lionese di poeta errante dell’Irpinia; Paolo e Luciano, pepe e zucchero d’ogni incontro segnato dalla loro presenza; fabio nigro la cui orma leggera è capace di stamparsi per giorni nei luoghi dell’intelligenza e della sensibilità di chi vuole raccoglierne la testimonianza mai banale , e per finire col Paesologo, a cui auguro tutto il successo che merita per TERRACARNE, libro bello e innovativo sul terreno del “nazional/popolare” come lo intendeva Gramsci. E poi gli avventori del Bar di Don Ciccio Di Benedetto, padrino di Vinicio Capossella e grande tenore dilettante, per finire – uno su tutti – Rocco, ristoratore/poeta della” nostra trattoria balcanica”, esemplare unico di TERZO AGNELLO irriducibile a ogni morte civile.
    Voglio anche ricordare gli amici che per motivi diversi non hannmo potuto esserci e che volentieri ci sarebbero stati : il Nanos in “ristrutturazione”, la preziosissima Elda, Antonio D’Agostino, forfettario in extremis per ragioni di lavoro, Mauro Mercuzio in quel di Desenzano, Michele Citoni , che spero di rivedere presto tra noi, i due Mario (Festa e Perrotta), e Federico e Davide e Luca e Lucrezia ed Enzo Tenore e tutti quelli che ora dimentico. Ci sarànno nuove occasioni per …allungare le fila.

  8. Allora ti si sono fischiate o no le orecchie alle nostre maldicenze ?!
    Sarebbe interessante un apporto alla giornata del 15 gennaio a Caserta da parte delle comunità provvisorie “cologno-desenzanesi”.. e/od orlando-salzarulesi…

  9. camminare insieme in un paese vuoto
    poi mangiare e chiedere a ognuno di raccontare un frammento cruciale
    della sua vita….
    a me pare una forma d’avanguardia culturale
    un modo nuovo di fare cultura fuori dalle logiche del commercio.
    andretta è un esperimento da tenere ben presente nel futuro.
    e non dimentichiamo la cosa più importante: abbiamo deciso di comprare una casa ad andretta e se quella che ci piace è disponibile procederemo velocemente

  10. Se si ammala il terzo agnello almeno avrete un veterinario che lo curerà. Mi piace . allora per caserta “il terzo Agnello”
    A. Castelluccio

  11. IL TERZO AGNELLO E IL TERZO DI MEZZO

    La Parola “terzo” mi sembra predestinata perchè è nella contrada “terzo di mezzo” che mi sono perso per arrivare all’incontro della pizzeria balcanica del poeta Rocco.. Sempre nel terzo di mezzo mi sono fermato a pensare cosa ci facevo in quelle terre e per quale strana ragione andavo a trovare delle persone che per la maggior parte non conoscevo. Ma proprio in quei cinque minuti di riflessione , Salvatore Di Vilio, sarebbe stato capace di fotografare anche i pensieri ,così spessi da potergli dare forma di carne e terra , anche della terra violata da un impianto di enormi pannelli solari che improvvisamente gli abbaglianti dell’auto hanno materializzato. Ho pensato soprattutto alla mia vita,alle centinaia di cose che faccio e non mi piacciono e alle pochissime che in vece mi ispirano. Forse questo è il senso delle Comunità Provvisorie,fare ,pensare e discutere dì una cosa che mi piace con generosità ,senza chiedere nulla e senza aspettarmi risultati strabilianti, con persone che si espongono al giudizio e alla gioia ,ma anche al rancore.
    Allora se nella piazza si vive la gioia o il rancore è da lì che si può partire per un pensiero di generosità verso una scienza inesistente ed arresa come la Paesologia. E’ li che si è morti o si vive e si sopravvive .
    Raccontare,descrivere, osservare il centro storico di un paese non può avere significato meramente “turistico” ma raccogliere il trasudato delle pietre e il sudore degli umori ,anche della desolazione, può essere un filo rosso che può cucire una pezza del Blog , una parte del sentire delle Comunità Provvisorie, una piazza dove il Terzo agnello non vuole essere sacrificato.

  12. il piacere di stare nelle strade vuote…
    indubbiamente è un tipo di piacere da indagare.

    cerchiamo di usare questo blog per dire le nostre cose, per dirle tutte…..

    la comunità guarisce se le rivolgiamo la parola

    sono le operazioni più semplici quelle che dobbiamo tentare qui

    il terzo agnello è un raduno sull’altare del semplice

  13. Lioni, 29 Novembre 2011, ore 15:05

    Amici carissimi,tutti,
    sono tornato da Roma a tarda notte e stamani sono stato molto impegnato, perciò perdonatemi se non ho potuto commentare e sorridervi.
    Posso dirvi che per tutta la giornata romana vi ho tenuto nei pensieri e le emozioni della serata domenicale ad Andretta hanno continuato a farmi compagnia nonostante sia stato alle prese con uno spinoso ed increscioso problema burocratico.
    Sono stato benissimo tra voi e con voi. Mi sono venuti in mente: Elda, Mauro, Citoni, Antonio, Enzo e Virginio Tenore e tanti altri.
    Attesto il compiacimento dei nuovi amici incontrati: Loredana, Enza, Mario ed Enzo di Contursi.

    Domenica 27 è stata una serata straordinaria e Franco ha orchestrato al meglio le nostre coscienze per magnificare l’amicizia e l’attenzione per i luoghi; egli ha cucito nella convivialità con premura gli slanci che ci doniamo spassionatamente per spingere il desiderio a voler rincontrare tutti gli amici assenti che abbiamo incrociato in questi anni e recentemente; parlo di quelli del Cilento, della Lucania, altri amici della Daunia, della Terra di Bari, di Topolò, della Terra Monzese, eccetera.

    Siamo stati reciprocamente autentiche entità narranti gioiose e tutti voi avete tanto allontanato dal mio cuore ansie e angosce.

    Sono d’accordo per l’acquisto della casa ad Andretta :-), anzi mi offro per la scrittura del contratto preliminare e per seguire le pratiche fino alla stipula notarile.

    Sento che saremo sempre più folta brigata di generosi negli appuntamenti prefissati dagli squisiti amici: Paolo e Luciano.

    Ormai siamo bagliori accesi tra le stelle…

    Vi abbraccio tutti, a presto, vostro Gaetano.

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