congedo provvisorio

cari amici,

dopo la pausa da facebook per me è arrivato il momento di prendere un congedo provvisorio anche da questo blog. per adesso fino alla fine dell’anno, poi si vedrà.

praticamente ogni giorno esce qualcosa di mio da qualche parte oppure sono impegnato nella presentazione del libro, informare via via su queste cose mi ha un po’ stancato e alla fine faccio la parte del narciso esibizionista. magari qualche amico provvederà a postare qui delle cose particolarmente importanti.

per quanto riguarda gli impegni in irpinia: segnalo il 4 dicembre a flumeri, il 21 atripalda, il 27 rotondi, il 29 materdomini.

venerdì sono a matera con il nostro linzalone e sabato in una scuola a vico del gargano poi a sa giovanni. dico questo per dire che non posso stare dietro a tutto. ormai il blog è bene avviato ed è bene che anche altri se ne prendano cura. a dicembre devo cercare di finire il film sull’Irpinia.  ovvio che continuo a seguire il discorso casa ad andretta e il raduno di caserta. mi pare un ottimo momento per costruire nuovi legami, per incrociare altre comunità provvisorie.

un abbraccio a tutti

armin

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11 thoughts on “congedo provvisorio

  1. Mi sento come arrivata tardi ad un evento… che poi in effetti è ciò che è: ho scoperto da poco dei suoi libri, dei suoi impegni…
    Mi fa piacere che avrò comunque l’opportunità col tempo e nel tempo di recuperare attraverso il blog ed ovviamente attraverso, almeno per il momento, il suo ultimo libro preso da pochi giorni.
    Comunque sia, ci tenevo a dirle che la parte dell’esibizionista la lascerei comunque ad altri e per altri, indipendentemente da quanto o da chi informa dei suoi impegni e spostamenti… Personalmente non avrei mai pensato a lei come tale, almeno da ciò che ho letto finora… 🙂
    Cordiali saluti.

  2. Caro Franco,
    la dichiarata stanchezza penso che sia un tuo stato provvisorio psicologico e fisico e quindi la tua scelta è da rispettare e comprendere ma mi preme farti sapere, presumo anche a nome di qualcun altro, che a noi non hai assolutamente stancato. Pertanto, goditi il “periodo di riposo e distacco” con l’augurio di ottima salute e serenità. Un caloroso abbraccio, Elio

  3. Mi associo ai due commenti che mi hanno preceduto e direi anche che il pessimismo malcelato di questo post è forse comprensibile, imputabile alla ben nota “ipocondria” del nostro, ma è mal riposto. Io intravedo cose belle e divertenti, che faremo tutti insieme, a file sempre più serrate e a schiere grosse. Alé.

  4. Segnalo, inoltre, che le date del 21 e 29 dicembre sono INCONTRI COMUNITARI, per scambiarci gli auguri di Natale e di fine d’anno; pretesti per stare di nuovo tutti assieme, per abbracciarci e festeggiare.

    Dunque, battete un colpo di tastiera, a prenotare la vostra presenza a quegli incontri..

  5. io ad esempio credo che comunità provvisorie non dovrebbe essere su facebook, per ciò che facebook rappresenta, per le storture che produce, per il reale esibizionismo che rappresenta, perchè banalizza, impacchetta e vende qualsiasi forma di pensiero.

  6. cara eva, io su fb mi sforzo di essere tal quale a come sono da vicino, anzi non mi sforzo perchè mi viene naturale. inoltre cerco sempre di promuovere un rapporto fatto di incontri con le persone con cui chatto, per non cadere, così sì, nell’alienazione. tant’è che cancello chi si rifiuti di accettare un invito a prendersi un caffè, disponibile com’è, magari, a chattare per ore, senz’andare un minimo al di là. questa sarebbe la stortura. ma fb è un mezzo come altri per comunicare, con grandi potenzialità, se “umanizzato”

  7. caro sergio, non metto in dubbio la “bontà” dell’intento di un certo utilizzo appropriato di qualsiasi mezzo di comunicazione. ritengo altresì che tale “bontà” si fermi appunto agli intenti e diventi immediatamente altro nel momento in cui viene inglobata, masticata, in parte utilizzata in luoghi che noi neanche immaginiamo, e poi rapidamente digerita insieme ad altre tonnellate di informazioni dal globale mostro facebook.
    una radicale lettura critica di quella società e di quei mezzi comunicativi in cui ci troviamo quotidianamente a vivere ed operare, richiede a parer mio il coraggio di scelte coerenti, che passano anche attraverso la denuncia – e il conseguente rifiuto – non solo di un generale abbrutimento comunicativo dovuto alle dinamiche ingenerate in questi anni dai social network, ma soprattutto dell’indifferenza generale – quasi una sorta di rimozione – rispetto al fatto che quotidianamente milioni di utenti si diano in pasto volontariamente a una nuova subdola forma di capitalismo, diventando lavoratori inconsapevoli, felici, e a cottimo, cliccando ad esempio semplicemente un “mi piace”.
    sinceramente, credo che nessuno di noi avesse bisogno di facebook per diffondere informazioni, poesia, politica, saperi.
    un abbraccio, eva

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