Ser para siempre pero no haber sido….

Al di là delle scelte individuali, per quanto non condivise, ciò che emerge dalla scelta di Lucio Magri e per quanto si possa inferire dalla sua formazione è questo : lucidità, ragione, diritto all’autodeterminazione, sempre. Il resto pertiene alla sfera dell’intimo, sacro e inviolabile e sulla cui soglia bisogna fermarsi.
Ciò che invece ci accomuna è il diritto alla riflessione sull’eredità delle opere e dei pensieri di chi ci lascia, per scelta o per il naturale corso della vita, e sul comune destino di morte e di vita, ciascuno con il portato che gli è congeniale.
Lucio Magri, nel suo ultimo scritto (Il sarto di Ulm), ci ha lasciato riflessioni lucidissime di ancor grande attualità e che saranno I TEMI del futuro prossimo. E’ su questo che dovremmo confrontarci.
Dal confronto senza fideismo, senza toni assertivi, può emerge una più alta e matura consapevolezza del fardello di letizia e di sventura che ci accomuna tutti su questa terra.
Per quanto riguarda la riflessione sulla scelta operata da Magri ( e che, allo stato attuale, io non condivido), posso dire solo questo:provo, come in tutti questi casi, dolore e una immensa pietà accompagnata da un senso di smarrimento e di fratellanza.
E’ un senso di alterazione e perdita che mi fa sentire smarrito dinanzi a  gesti tali ma anche innanzi al fenomeno di ogni morte umana.Il fatto è che, per quanto cristiani o meno, si fa sempre fatica ad accettarne l’idea. Per paradosso, è la non accettazione della morte umana in sé, che forse fa risolvere a scelte così radicali.Comunque, io non giudico, provo solo pietà e un vago senso di smarrimento. Pertanto, mi pare opportuno continuare a parlarne. Pubblico qui di seguito, un testo di Mario Ardenti, dal blog http://iltrenoavapore.iobloggo.com, perché se ne discuta ancora. (Salvatore D’Angelo)

sulla lettera

04

DIC

2011

15:09 – ILTRENOAVAPORE

  E mi sono convinto di non avere ormai né l’età, né l’intelligenza, né il prestigio per dire o per fare qualcosa di veramente utile a sostegno delle idee e delle speranze che avevano dato un senso alla mia vita.    (dalla lettera di Lucio Magri)

 di Mario Ardenti

Ed io no, caro errante Lucio? Mancano anche a me età intelligenza e prestigio, ma resto qua, forse perché manco in più di una tomba accanto la quale stendermi. Ma se pure l’avessi, certo accanto quella tomba starei, ed a lungo, ed a discorrere, ma da vivo, perché solo da vivo vivo potrei tenere (ed ipoteticamente diffondere) quell’amatissimo ricordo, ed in una qualche forma di vita sarebbe con me l’ipotetica Mara. I morti non tengono fiamme accese, né altro è loro dato. I morti (che non esistono) vieppiù non esistono senza l’impegno dei vivi.

Ma senza criticarti, ci mancherebbe altro! Il suicidio, comunque motivato, è un diritto inalienabile, privo di una qualsivoglia valenza etica, ma comunque da rispettare come ogni atto che non invade le vite altrui. Della propria, è giusto disporre come meglio si crede. E’ che a restare stanchi ci vuole una qualche forma di coraggio, (o se si vuole di debole viltà) e di pari a tener viva una speranza. Il secolo che fu il tuo (ed il mio) di speranze fu prodigo, e di sconfitte e molto di tradimenti. Ma quelle speranze avevano un segno che non conosce l’andare dei secoli. E’ ridicolo che io, vecchio deluso e cinico, frequenti ogni settimana la poco frequentata (5/8) locale sede del PD, perlopiù silenzioso. Anche patetico, ma tengo attuale il segno, pur nulla sapendo intuire su il se il come e il quando del futuro di quel segno. E in più passo il tempo e guardo le gambe dell’unica 56enne (bruttina) che frequenta a volte la sede.

Secondo me (che conto zero) dovevi suicidarti e basta, senza arrampicarti sugli specchi. Muto, morto e muto, e lasciare solo pettegolezzi che sarebbero velocemente svaniti. E invece hai voluto (ma delitto veniale…) per l’ultima volta amarti come t’amasti lungo tutta la vita. Ma è solo l’opinione d’uno che ebbe ad applaudirti (sbagliando) 40anni addietro. Cristo se eri bravo, pur avendo torto! Fino alla fine…

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4 thoughts on “Ser para siempre pero no haber sido….

  1. Carissimo Salvatore,
    mi scuso se l’appello in maniera così confidenziale ma l’argomento di cui tratta non è di quelli per i quali si possano usare formalità, o peggio formalismi.

    Mi piacerebbe, o meglio mi farebbe molto soffrire ma necessariamente soffrire continuare a pensare e a confrontarci insieme sulla tragica, e indiscutibile, scelta di Lucio Magri.
    Se posso, se riesco, se mi dà la possibilità, vorrei continuare a seguirla (se riesco dipende anche dalle mie limitate capacità tecniche, volutamente limitate? o non volutamente, non importa).

    Come avrà già capito la mia testa è piena di confusione, incertezze, dubbi, dolore, per questo non è facile per me, né pensare e scrivere da sola, né tantomeno con altri (problemi di comunicazione), ma voglio fare questo sforzo, se lei mi può aiutare. Sento, e soprattuto ora che ho letto quello che lei ha scritto lo sento ancora di più, che è indispensabile continuare a parlarne, della scelta, dell’addio, del come ci ha lasciati anche. Anche se lei non sembra di questo parere. Ma soprattutto come dice giustamente lei, parlare di lui, del suo amore, del suo appello, del suo peso enorme che l’ha schiacciato, perché si è trovato solo a sostenerlo, il peso del mondo.

    Per ora basta, ho farfugliato qualcosa, ma mi creda, per me è tantissimo. Anch’io sento un enorme peso addosso, e sento che da sola non ce la potrò mai fare a sostenerlo. Però devo farlo, per gli altri. Per l’altro. E questa parola ‘altro’ a me dà una forza incredibile, l’unica enorme grandiosa gigantesca forza che io posseggo.

    La ringrazio, anche se non mi risponderà, anche se non riuscirò più a mettermi in contatto con lei, anche se ci perderemo. Io sentirò sempre che lei c’è e mi ha già aiutato. Se poi invece saremo così bravi e così generosi da riuscire a ritrovarci, allora credo che INSIEME solo insieme potremo aiutare altri, e potremo aiutare Lucio Magri a trovare quell’amore che qui sulla terra non ha trovato, perché persone come lei, e come me, non erano vicine a lui, in quel momento di assoluta e vertiginosa solitudine.

    Laura Sposato
    su fb e su gmail, laura.sposato614@gmail.com

    Calvanico SA, martedì 6 dicembre 2011 – ore 16,40

  2. caro saldan, ci sono 4 pagine verso la fine del I vol. dei “Diario” di Gombrowicz, che sono perfette nel sintetizzare la scelta di Magri e la sua volontà. E’ quasi un “manifesto” da diffondere per la causa di coloro che decidono di mettere fine al dolore… ad una vita già trafitta dalla morte….. come quella di Magri, appunto.

    ti faccio copia delle pagine

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