San Tammaro. Boscaioli abusivi depredano la foresta di querce e lecci nei pressi della Reggia di Carditello

Terra d Lavoro terra martire d’ogni nequizia dicevamo in altra occasione. Eccone un’ennesimo esempio. Sempre a Carditello, nella pianura tra Santa Maria, Capua e Casaluce nei pressi di Aversa, in territorio di San Tammaro. Quello che fu, due secoli fa, uno dei siti più belli e curati d’Europa, ricco di boschi e di terreni capaci di tre raccolti all’anno, ora è ricettacolo di sversatoi abusivi e devastazioni ambientali. Solo iddio, i camorristi e i loro complici sanno quali e quanti veleni vi sono stati interrati. Qui di seguito un’altra drammatica cronaca delle depredazioni di quel che resta di un antico bosco di lecci nei pressi della Reggia di Carditello, tratta da  http://Santammaropaginaitaliana.it. Il tutto nell’incuria, nell’assenza della politica e delle istituzioni preposte alla salvaguardia (con rarissime eccezioni),  nell’indifferenza complice delle popolazioni. (Salvatore D’Angelo)

 

LECCIO RECISO

di Nando Cimino

 

I “boscaioli abusivi”, depredano la foresta di querce e lecci nei pressi della Reggia di Carditello. Priva di ogni forma di vigilanza, la foresta, è spesso usata come nascondiglio per auto rubate, come sversatoio di rifiuti e di carcasse di animali e, negli ultimi tempi, come alcova da chi ha scelto quel luogo sicuro, per praticare l’antica arte del meretricio. Anche i predoni del rame, si sono rifugiati al suo interno, per spellare i fili dorati, abbandonando tra gli alberi la plastica scartata dal prezioso materiale. Il caso più eclatante, che portò al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il bosco di Carditello, avvenne nel luglio del 2004 quando, nascosto tra i rovi, venne rinvenuto il cadavere dilaniato della povera Romina Del Gaudio, scomparsa da Aversa nel precedente mese di giugno. Lo stato di abbandono in cui versa l’intera aria, incoraggia atti vandalici e ogni sorta di attività delittuosa. Forse, per i contadini che allora popolavano la zona, era normale tagliare gli alberi della foresta per alimentare il caminetto che fungeva da riscaldamento ma anche da cucina. Una foresta però, che ricopriva svariate migliaia di ettari di terreno. Le piante secolari che dimorano oggi in quel fazzoletto di terra, sono la testimonianza vivente, dell’equilibrio flora-faunistico preesistente e, pertanto, soggiacciono, o almeno dovrebbero, ad una specifica protezione. La solerzia del sovrintendente delle guardie zoofile,Tommaso Cestrone, unita alla sua passione per la campagna, lo ha portato a scoprire il fenomeno del disboscamento abusivo della foresta. Un cancro silenzioso e implacabile che, se non fermato in tempo, vedrà il bosco scomparire, al pari di come stanno scomparendo le bellezze artistiche dall’interno della vicina casina di caccia dei Borbone.

 (Tratto da San Tammaro Primapaginaitaliana.it Marted’ 6 dicembre 2012)

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5 thoughts on “San Tammaro. Boscaioli abusivi depredano la foresta di querce e lecci nei pressi della Reggia di Carditello

  1. due cose mi vengono in mente:
    1) Cosa resta del paesaggio di Hackert, Vanvitelli e i tanti vedutisti di una Campania Felix che è durata circa duemila anni?…solo pregevoli frammenti, il peso demografico negli ultimi 70 anni ha stravolto tutto. Solo un popolo di bulimici barbari poteva fare tutto questo in tempi così brevi. Nel dopoguerra questo siamo diventati BULIMICI e BARBARI.

    2) Bella forza questo blog, tiene assieme voci che arrivano dal caldo ammorbante di questi posti sconquassati dalla folla e le voci un poco luterane di chi vive in posti dove regna un silenzio assordante.

    no, no la tiepidezza no
    .”.Nel quartiere borghese c’è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l’esistenza. »
    Diceva Pasolini…
    si, si la tiepidezza si

  2. Infatti, pensavo proprio ad Hackert, Turner, Vanvitelli… e tanto per citare Pasolini, anche qui, a noi è toccata in sorte la borghesia più analfabeta e smemorata del pianeta.. coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Alla fine degli anni Sessanta, la sciagurata politica del trasporto privato a ogni costo ha fatto sì che si qui si costruisse anche sui binari della Napoli-Piedimonte Matese, la ferrovia Alifana, sorta di metropolitana extraurbana ante litteram. Ora , quella stessa classe dirigente che ha contribuito a farla distruggere e dismettere, ciancia e blatera di nuova metropolitana extraurbana, che dovrebbe collegare Napoli con l’entroterra….Cosa meriterebbero queste persone?

  3. 9° cerchio, io dico
    nel più profondo dell’Inferno, puniti da Lucifero stesso, il primo grande traditore, stanno i traditori delle istituzioni supreme, create secondo il volere divino per il bene dell’umanità.

    lucrezia

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