la terracarne è senza recinzioni

Incontro Arminio nel cortile della scuola dove insegna. Col tempo ha ridotto la distanza di fuga dal suo corpo. Sembra fragile e solo come la bambina che ho in braccio. Andando via, l’ho visto risalire la scala antincendio con la sua tristezza in tasca.

18 ottobre, intorno alle dieci del mattino percorro in auto la nuova strada malferma che collega Andretta e Calitri. Qui, quando le strade tagliano le curve di livello, si aprono ferite che non si cicatrizzeranno mai più. Alla radio danno la notizia della morte di Andrea Zanzotto.
” Silenzio nei paesi nell’ora di pranzo, quando giri nei vicoli e non senti voci, perché spesso dentro le case c’è una sola persona e non ha con chi parlare. A volte si sente la televisione, adesso annunciano che è morto un giornalista televisivo, non ho sentito il nome, qualunque giornalista muoia è sempre una notizia, se muore un poeta quasi mai è una notizia. ”
Terracarne pagina 53
“il mondo si capisce alla nove del mattino,/non per caso è l’ora più frequente / in cui si ferma il cuore.” Versi di Arminio scritti su fb lunedì 17 ottobre. Uscire fuori. Portare il proprio corpo sotto braccio. Camminare e farsi divorare dal paesaggio.

22 ottobre, presentazione di Terracarne a Bella in Lucania
Salendo verso Pescopagano ho visto le curve e i tornanti divenire le rughe di una fronte. Arrivato in cima ho attraversato un cranio rasato e, all’attacco della discesa cervicale, ho visto questa immensa schiena con le sue vertebre sporgenti. La Lucania è distesa pancia a terra.
Qui leggono i libri di Arminio, anche i politici. Masterizzando un vecchio concetto sociologico si può dire che oggi la Lucania è affetta da un familismo arminiano.
Entro ed esco dalle pagine trascinandomi dietro gli occhi. Penso che anche lui, il libro, desideri un lettore sbilanciato, malfermo. È una scrittura schiodata, le frasi sono assi che scricchiolano al passaggio del lettore.

12 novembre, presentazione terracarne a Pratolaserra
In auto sulla strada del ritorno ascolto la radiocronaca di Pescara Padova e da Roma aggiornano sulle imminenti dimissioni del presidente del consiglio. La zona di Zeman contro il catenaccio di Berlusconi.
Terracarne si apre e si chiude nella foto comunitaria in copertina. Una comunità di porte chiuse.
Finita la lettura, bisogna restituire al libro il silenzio dell’altura inchiodandolo ad una di quelle porte e lasciare che l’inverno se ne prenda cura. Abbiamo ceduto i voti per rinchiuderci, con un colpo di mouse, dietro uno schermo di clausura. Rompere la rete e lasciare che il corpo precipiti, senza impatto la terra non si fa carne.

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4 thoughts on “la terracarne è senza recinzioni

  1. …e così venne folgorato sulla via di Damasco da questa visione profetica….in cerca di un feticcio da adorare….mah! CI manca solo una donna tacchi a spillo e frusta sadomaso e stiamo apposto!

  2. “il mondo si capisce alla nove del mattino,/non per caso è l’ora più frequente / in cui si ferma il cuore.”….il mondo si può capire alle nove del mattino ma solo se non si è semplici turisti o navigatori mattinieri, altrimenti alle nove del mattino si può credere di capire il mondo, credere e autoconvincersi di aver capito il mondo.

  3. magari fabio scriverà qualcosa anche sull’arminio di oggi, ma oggi io non c’entravo molto con la giornata. la scena era del torrente dentro il paese e dell’altro dentro il bosco.

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