Poeti in Zona al BAD Museum di Casandrino

POETI IN ZONA, POMERIGGIO DI POESIA CON MARIA GRAZIA CALANDRONE, BRUNO GALLUCCIO E LUIGI TRUCILLO SABATO 28 GENNAIO DALLE ORE 17,30 AL BAD MUSEUM DI CASANDRINO (NAPOLI)

 

Nell’ambito dell’esperienza Poeti_in Zona, il BAD Museum propone un pomeriggio con tre tra i più interessanti poeti dell’attuale panorama letterario italiano. Tre voci diverse per esperienza e cifra compositiva, ma accomunati da una forte attenzione allo spirito del nostro tempo, capaci con i loro versi di scandagliare gli ambiti evidenti del nostro reale e, nello stesso tempo, di sondare l’evidenza per catturare con il medium della parola tutto ciò che persiste sotto l’ovvio e l’ottuso in cui siamo immersi. Una poesia che si insinua nella tela del reale, per corrodere le trame ingannevoli del nostro quotidiano.

Dei tre, due sono vincitori del Premio Napoli, la milanese Maria Grazia Calandrone, vincitrice nel 2011 assieme ad  Yves Bonnefoy e Luigi Trucillo, vincitore nel 2009. Bruno Galluccio, ha esordito con Verticali, nella prestigiosa collana bianca di Einaudi, riservata alla poesia.

 

La serata sarà all’insegna della poesia pura e della dizione. I tre autori leggeranno brani delle loro ultime opere, nella cornice ormai familiare del BAD. Qui di seguito alcune notizie biobibliografiche dei tre poeti ospiti e tre  brani selezionati dalle opere di ciascuno di essi.

L’appuntamento è al BAD Museum Via Benedetto Croce n.1 Casandrino (Napoli ) Sabato 28 gennaio alle ore 17.30.

 

 

                       

 

 

 

 

 

Maria Grazia Calandrone  (Milano 1964, vive a Roma):  poetessa, performer, autrice e conduttrice per Radio 3, organizzatrice culturale. ha pubblicato: Pietra di paragone (Tracce, 1998), La scimmia randagia (Crocetti, 2003), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005), La macchina responsabile (Crocetti, 2007), Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010); Atto di vita nascente (Lietocolle, 2010) e L‘infinito mélo, pseudoromanzo con cd (Sossella, 2011). Ha collaborato come autrice con il canale culturale Sky Red tv; ha ideato e cura «Cantiere Poesia»; collabora alle pagine culturali de «il manifesto». Il suo ultimo libro di poesie è La Vita Chiara, Transeuropa Edizioni 2011: i quattro elementi della natura sono le quattro sezioni di un libro che adegua la parola poetica all’acqua, al fuoco, alla terra e infine all’aria.

 

da Opera 9/11: la cecità amorosa

Grazie per le barche ferme
nella giornata grande e bellissima
con i ponti abbassati e le cabine
piene di luce.
Diranno che nel fumo si formavano volti
estranei. Incolperanno
gli innocenti
li attaccheranno nelle loro case
con gli eserciti.
Inserisci la lingua nel fermaglio
e domanda la grazia del martirio.
Grazie per l’alba fresca e senza vento
che precede l’inizio
e i voli chiari e calmi
separano il pomeriggio in due coppe
di effimero argento.

Non avevo nemici, avevo
sospensioni, ero seduta a pensare
non so
sopportare l’amore, il cuore si corrompe e si rassegna
sul ramo
e un’euforia mi circola nel sangue come il muso di un lieto
somarello che bruca
la radura nel centro del mattino.
Non creare eccessiva sofferenza all’animale
durante il sacrificio
controlla che la lama sia tagliente.
Mattutino è il mio cuore
liberato dall’uomo e domenicale
pagliuzza
fra i denti dell’altissimo.

Quando hanno adagiato il corpo sull’altare nell’aria c’era soprattutto
silenzio
e il mercurio di migliaia di lampadine
radiazioni e vanadio più che nell’incendio
dei pozzi di petrolio e nella sordità dei crematori.
Grazie per quel filo di pietà che resiste
nella trina sul collo di lei.

Bruno Galluccio è nato a Napoli. Laureato in fisica, ha lavorato in un’azienda tecnologica occupandosi di telecomunicazioni e sistemi spaziali. Nel 2002 una sua raccolta ha ricevuto una segnalazione al Premio Internazionale Eugenio Montale nella sezione inediti. La raccolta di poesie Verticali (Einaudi, 2009) è il suo primo libro, che risente felicemente, nella forma e nello stile, della sua formazione scientifica.Una parola netta, pronunciata con ingegno, che si concentra con estrema precisione sul ritratto del grande matematico russo-tedesco, George Cantor (1845-1918) fondatore della teoria degli insiemi. ‘L’irrazionale ha fatto breccia nella mia vita fino all’osso/ fino a calare tende lungo le pareti/ e attutirmi i clamori troppo fini’, scrive Galluccio nella poesia dedicata a George Cantor. Ed è proprio lì, nella poesia collocata nella parte centrale del libro, che l’io del poeta fonde la precisione del pensiero scientifico allo spaesamento, drammatica espressione di ogni comune esistenza. Il genio matematico perde la sua potenza svelando il proprio isolamento nello scorrere del quotidiano, nel giorno per giorno, ‘calando i maestri giù nell’ombra’, smarrendo i confini della scienza e trasbordando nell’ ‘irrazionale’, nell’emotività della propria condizione umana.  (Luigia Sorrentino)

Da Verticali (Einaudi 2009)

Nevica. Il tempo mi perde.
La trama dell’albero si disegna
sul mio volto. Ho fame.
Sento che la trama dell’albero
modifica il mio corpo e le radici
si inoltrano nelle viscere senza rumore
abbarbicandosi a superfici  molli.
Sono nella luce. Nevica senza riposo.
Il mio riflesso modifica in minima parte la luce.
Le fronde indietreggiano
su per la storia dei capelli
mentre si oppongono alla bufera.

Il corpo vacilla
gli occhi cercano di ancorarlo alla luce
al pensiero acuto dell’albero

Luigi Trucillo, nato a Napoli, è autore di Navicelle (Cronopio, 1995), Carta mediterranea (Donzelli, 1997), Polveri, con illustrazioni di Lino Fiorito (Cronopio, 1998), Le amorose (Quodlibet, 2004), Lezione di tenebra (Cronopio, 2007) premio Lorenzo Montano 2008, Darwin (Quodlibet 2009), con cui ha vinto il Premio Napoli per la poesia 2009. Una selezione delle sue poesie è stata tradotta in danese e in tedesco.

Con questa bellissima suite ottocentesca, che in poche decine di pagine riesce a unire le Ande e la campagna del Kent, Trucillo ci ricorda che una delle massime prerogative della poesia è l’identificazione, la capacità di cogliere un pensiero e un destino nel momento del loro farsi. E con sorpresa, in un periodo in cui non sembrano più possibili spazi alternativi tra un indecifrabile specialismo e la più corriva divulgazione, ci rendiamo conto che è proprio l’opera di un poeta quella che riesce a comunicarci qualcosa di nuovo su Charles Darwin e il suo formidabile, irripetibile modo di pensare il mondo.(Emanuele Trevi su “Darwin”, da “Il Manifesto”)

Da Darwin (2009, Quodlibet Edizioni)

Pochi
sanno di essere molti
quando è sera.
La materia
sola davanti a sé
si sperimenta
nelle legislazioni di una goccia:
c’è un sapore di pioggia
nel grigio che imbeve
la città,
un comparto nebbioso
che produce
un tremore più intenso
nel diorama.

Dunque, appuntamento con Poeti_in Zona, Sabato 28 gennaio alle ore 17,30 al BAD Museum in Via Benedetto Croce n.1 Casandrino (Napoli).

 (Dall’Irpinia prendere la Bari-Napoli, poi immettersi nell’Asse Mediano e uscire a Sant’Antimo/Casandrino)

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