Il Poeta della Salina e la Casa del Poeta

Attraversando i paesaggi delle due isole dell’Italia meditennarea, la Sardegna e la Sicilia, mi sono imbattuto in due casi davvero singolari. Due poeti semplici, del popolo come si sarebbe detto o scritto alcuni decenni orsono. Di uno resta la memoria e una Casa del Poeta, o meglio, l’Albero del Poeta, l’altro invece è ancora in vita.

In Sicilia incontro Peppe (P non B) Genna, il “Poeta delle Saline”. E’ un nonnetto dalla pelle bruciata dal sole e dal sale, se ne sta qui, alle saline di Ettore Infelsa, fuori Marsala, a scolpire pietra con figure tradizionali, a piegare foglie di palma in ventagli, a scolpire sassi con le sue poesie. Nelle geometrie della salina spiccano tre mulini restaurati, mucchi di sale coperti da coppi per l’essicazione, la vegetazione di un isola dove c’è un museo. Genna è un uomo che quando apre bocca non sta più zitto, intrattiene i passanti e i turisti con aneddoti distribuendo fogli di giornale in cui si parla di lui e della sua storia. Su un sasso leggo questi versi, fulminanti: “Questo paese è come il tuo ma qui ci sono io, il poeta Peppe Genna“. Non sono forse perfetti per gli amanti della paesologia?

In terra di Sardegna, a Torre dei Corsari, sulla costa occidentale, c’è la Casa del Poeta; si tratta di una sorta di “capanna”, un giaciglio, nulla più costruito sotto la chioma ampia di un ginepro (Juniperus phoenicea). Mi hanno raccontato che fino a quando il “Poeta” era in vita esisteva una parete circolare che circoscriveva l’intero albero, stecche che sostenevano una copertura e archetti ai quali era appesa una porta d’ingresso. Intrecci di elicriso che oramai sono andati completamente perduti. Comunque qui si è tornati uomini della pietra. Fra le pietre che costituiscono parte del battuto sotto le fronde si trovano varie sfilacciature del ginepro. Corpo centrale inclinato a monte che a mezzo metro inizia a buttare fuori branche, poi si divarica in due crescite. La chioma raggiunge i sei metri di altezza. Una dozzina di metri di ampiezza. Dalla base del tronco escono due radici che si allungano, una va nella “capanna”, l’altra a quarantacinque gradi in senso orario. Misuro. A settanta centimetri da terra il tronco, al di sotto del punto di uscita della branca più bassa, misura 226 cm. Qui ha abitato il poeta Tziu Efisiu Sanna, originario di Giuspini (Medio Campidano), una località non lontana da queste spiagge. Tre decenni fa le spiagge erano spesso sotto assedio del business del momento, i cosiddetti “casotti”, in sostanza campeggi di qualsivoglia forma da affittare in estate al turista. Alcune di queste locaità sono in seguito diventate riserva, l’unico modo per preservare il territorio dalla speculazione. Al tempo fu avanzata l’idea di tagliare questo ginepro, Sanna e la moglie si opposero e decisero di venirci a vivere. La leggenda sostiene che vi rimasero per ben dieci anni, poi l’età (era già anziano) e le condizioni li obbligarono a lasciare e a tornare nella società civile con tutte le sue comodità. Tziu Efisiu tornava qui i fine settimana a ricevere gli ospiti e a raccontare la storia dell’albero. Pochi anni fa è morto ma per tanti sardi questa è rimasta la Casa del Poeta. Nel giaciglio trovo decine di lettere e pensieri, poesie scritte sotto le fronde, versi dedicati al poeta, omaggi, ricordi. Lo trovo commovente.

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9 thoughts on “Il Poeta della Salina e la Casa del Poeta

  1. Il ginepro è un bell’esemplare, probabilmente ha duecento-duecentocinquent’anni.
    Anche se lo spettacolo più sensazionale, nel suo genere, si trova nel bosco di ginepri turiferi a Saint Crepin, sul confine fra Italia e Francia, dove riposano centinaia di secolari e l’Elephant, un mastodontico millenario…

  2. = Chedo scusa per il ritardo = 25 febb.2012, ore14:37 –

    Ciao, Tiziano 🙂 […Ogni storia vera valica l’incredibile perchè dà le migliori risposte: quelle oneste alla realtà. La poesia non sfugge mai alla realtà e le accademie vere, (non quelle addomesticate al furore della saccenteria pseudodottrinaria) sanno riconoscere i poeti che con umiltà si crocifiggono in un perchè!… C.G. ]
    Scrivo poesia ogni volta che mi trovo al dunque di un perchè e prendo al cappio la speranza. Spedo di conoscerti a Caserta e di leggerti qui, tra noi, Gaetano.

  3. Ciao Gaetano, spero anch’io di conoscerti e conoscervi in quel di Caserta – fra l’altro ho una certa fame di visitare i giardini botanici della reggia dove riposano alcuni monumentali.
    Credo che questo spazio per paesologi sia davvero prezioso, una bella scuola di umiltà e di pensiero.
    A bientot

  4. il poeta delle saline mi ricorda il perido della mia tesi di laurea….
    un ricordo impresso in una pietra dove il poeta-scultore ha inciso il mio nome….
    ricordi lontani….. 😀

  5. Io vorrei tanto andarci…qualcuno di voi sa dirmi se è custodito e quindi ci sono dei giorni o degli orari da rispettare?
    Grazie in anticipo a chi saprà aiutarmi

    • Ciao Federica. Dici alla Casa del Poeta in Sardegna? E’ libero, parcheggi nei dintorni e poi ci arrivi a piedi. Ti consiglio vivamente di scegliere un giorno di sole. Ogni tanto passa qualcuno. Ma non è custodito. Un abbraccio

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