Poesia con radici

Spero sempre in un mondo, piccolo e laterale,
tascabile, dove gli occhi e le mani mettono radici
e la parola armi non possiede cittadinanza

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4 thoughts on “Poesia con radici

  1. Ciao Lucrezia. Il movimento no-tav è ricco di fiumi carsici, aderiscono persone molte diverse che partecipano per altrettanto diverse ragioni. questo non è uno spazio minimamente sufficiente per rendere conto di tutte le posizioni e delle azioni di protesta civile e/o disubbidienza civile che nel tempo sono state adottate e un po’ scimmiottate dai media. a mio parere anche rai tre regionale, qui in Piemonte, non ha svolto un servizio ad onore del vero ma spesso ha chiuso la bocca della protesta con le solite formule anarcoinsurrezionaliste. queste parole che sembrano offuscare la mente e chiarire che si tratta non di persone ma di pseudo terroristi che sono contro ogni forma di modernità e civiltà. detto questo ieri, come sapete tutti, c’è quasi scappato il morto. ma nonostante il dispiacere per l’accaduto io non mi trovo affatto concorde con azioni del genere. non ci trovo nulla di utile nel salire su un traliccio rischiando la vita. quando ero piccolo mi ricordo che i tralicci li guardavo perchè volevo imparare a volare però c’era quel teschio nero su sfondo bianco che mi ha sempre suggerito che era meglio cercare di imparare a volare con la fantasia, in un altro modo, piuttosto che salendo in cima ad un traliccio. le ragioni della protesta sono tutte condivisibili, anzi, giuste. purtroppo la politica dei partiti ha perso un’ulteriore occasione di ascoltare la gente, di ascoltare quella parte attiva della cittadinanza che in valle non soltanto ci dorme e paga le tasse ma cerca anche di animarla. Credo che la Valsusa sopravviverà comunque all’eventuale costruzione della Tav ma è un peccato, un gran peccato, che la politica non capisca cosa sia una democrazia.

  2. “..le ragioni della protesta sono giuste” e anche difficili da spiegare. Ho dato un’occhiata a qui: http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragioninotavnov2011.pdf , ce ne sono nientemeno 150 e tutte assai articolate.
    Cercando un bandolo della matassa si potrebbe dire che questo è uno dei calici più amari che l’Italia paga per essere in “Europa “, localismo ed europeismo, micro e macro, fanno e faranno sempre a cazzotti.

    Concordo con te, abbiamo una politica che è oltre la democrazia, nel senso che è… fuori da questa.

  3. Il peccato è che oramai l’Europa, questa Europa almeno, è diventata tutta finanza e obblighi. Gli stessi politici che sono i più pagati d’Europa se ne fregano che noi cittadini sopravviviamo con gli stipendi più bassi del continente, a parte Malta, Portogallo e Grecia. Ed infatti ci tartassano di tasse, ci tolgono servizi essenziali (qui nel beato nord Ovest non riesco nemmeno a prenotare certi esami che gli ospedali hanno sospeso per eccesso di richieste), e ci dicono che dobbiamo accettare un trenino di alta velocità sotto casa… l’amarezza c’è ed è difficile addomesticarla

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