Un territorio all’asta! Il sito di Carditello è solo l’ anteprima.

Il giorno 15 marzo il Real sito di Carditello andrà all’asta. La cifra è abbordabile: 15 milioni di euro. Per i camorristi in giacca e cravatta, per i palazzinari che hanno annientato la penisola, è abbordabile. Non lo è per la politica delle “grandi opere”, della TAV che tutto cancella e delle cattedrali inutili presso il morente paesello.

Per chi ha soldi che puzzano da riciclare è un occasione imperdibile per un grande rito di “purificazione” che include in un colpo solo, oltre ai soldi sporchi, la possibilità di prendere possesso del cuore del paesaggio rurale di Terra di Lavoro.

Il giudice ha respinto il ricorso che poteva invalidare la procedura dell’asta. Il sindaco di San Tammaro ha deciso di protestare con lo sciopero della fame. La rete è stracarica di petizioni, articoli, commenti, proclami, buone intenzioni, sogni e illusioni di un popolo che si ribella e che chiede risposte, prese di posizione a difesa del sito da parte delle istituzioni.

La Regione Campania di tutto questo clamore non sa che farsene. Tace. Il presidente Caldoro e i suoi amministratori, persi nelle loro stanze, non vedono e non dicono. Lasciano il corpo di questa terra senza ossigeno; lasciano morire la bellezza come muore un dio che non ha più fedeli, sacrificato dalla storia, per far posto al demone che vuol fare del paesaggio solo una discarica di rifiuti e simulacri, capannoni vuoti e gente vuota.

La storia non è maestra, ma gli uomini del presente sarebbero comunque dei cattivi allievi.

I burocrati hanno deciso che terra di lavoro sarà l’epicentro di un territorio in cui nel futuro prossimo prolificheranno strani umanoidi senza occhi, senza anima, capaci solo di ingoiare e vomitare. L’anima per loro è solo una protesi pubblicitaria.

Il giorno 15 andrà all’asta il real sito di Carditello; il paesaggio rurale con tutte le sue chiesine di campagna, i percorrimenti tracciati in epoca romana per la centuriazione, le case rurali che costellano il territorio.

Il nostro è un paese messo all’asta! Carditello è solo l’anteprima di una storia che renderà la nostra penisola sempre più povera, sempre più preda dei mariuoli di ogni ordine e grado. Una penisola dell’eterno carnevale. Dove ogni maschera sarà presa per vera, e avrà luce e voce tutto l’anno, per poter imbrogliare meglio, per meglio confondere e depistare.

L’Italia è chiusa in un cenotafio barocco disegnato da un improbabile Vanna Marchi dell’architettura. Il suo corpo sarà introvabile. Gli sciacalli non saranno mai sazi e appagati.

Antonio D’Agostino 

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10 thoughts on “Un territorio all’asta! Il sito di Carditello è solo l’ anteprima.

  1. Ma caspita chiamare la gente a raccolta e protestare tutti insieme con il corpo in piazza o davanti ai giudici agli amministratori no? Chiudere i pc x un pomeriggio e ritrovarsi tutti concretamente …

  2. da quello che capisco su questo real sito si sono accumulati decenni di incuria e abbandono. mantenere questo cespite allo stato tu pensi che sia un affare?
    io ho dei dubbi.
    comunque penso che l’asta andrà ancora deserta e c’è tempo per organizzare una raccolta di fondi. questa costituirebbe un obbligo morale in più per la regione ad esercitare il diritto di prelazione…
    p.s. lo so, è un’illusione. Ma almeno è più divertente che lamentarsi (o sputare)…

    • ciao Paolo, di motivi per lamentarsi e “sputare” ce ne sarebbero tanti, ma ti assicuro che proposte e atti pratici non sono mancati. fino ad esso l’unico vero assente è la regione Campania che usa il territorio di Carditello solo come discarica…

  3. “incuria e abbandono”,”cespite”, “affari”, “dubbi”, “asta”, “raccolta fondi”, “obbligo morale”, “diritto di prelazione”, “illusione”……noto un avvitamento nelle tante parole “ben confuse” avrebbe detto Flaiano…..ma all’amico più paesologico che comunitario ,Paolo, ricordo un mio vecchio scritto sul pericolo del “cinismo” come malattia senile dell’irpinismo……
    ……Uno spettro inquietante si aggira come un “venticello” per le nostre terre sopraffacendo la nobilitata e propulsiva “ipocondria” arminiana: il cinismo.

    Il cinico contemporaneo non ha come punto di arrivo la classica botte di Diogene ma una ordinata e riconosciuta carriera spesso segnata da frustrazione, rassegnazione e avvilimento morale. Il ‘cinicus’ antico era una forma estrema di affermazione della dignità, una riproposizione coerente di distanza dalle pochezze umane e dai pressappochismi e interessi pratici,dai sensi comuni praticati e dai luoghi comuni abusati, della cura di una estrema padronanza e sovranità su se stesso e i propri difetti pubblici e attivazione del governo dei propri demoni interiori negativi come la “razionale auriga” platonica.
    Il neocinico cura e ostenta una “falsa coscienza illuminata” con un discreto vocabolario polimorfo e una forma malcelata di “disincanto” che li rende molto efficienti e accettati sul piano pratico.
    Qualcuno autorevolmente in modo cattivo ha scritto che il neocinico è “ un caso limite di melanconico che riesce a controllare i suoi sintomi depressivi conservando una certa capacità di lavorare” che mal sopporta “avvisi ai naviganti” disinteressati o venati di ironia e peggio di benevole commiserazione perché “intellettuali e …quindi inutili”. Caro Paolo ti sento molto lontano e ditante e me ne dispiace….spero di vederti prossimamente in Irpinia….
    mauro

  4. L’asta di oggi è andata deserta. Intanto, anche se in zona Cesarini, il Quirinale, che della vicenda è informato da tempo, ha inviato le prime convocazioni: Il responsabile del consorzio e il sindaco di San Tammaro Cimmino, il quale per Carditello ha praticato lo sciopero della fame. Speriamo bene. ciao a tutti

  5. nelle mie poche parole c’è il tema del bene comune, di come sia minacciato anche quando è affidato alla gestione pubblica, di come la comunità possa “imporre” al decisore con un gesto forte e fattivo (come può essere una sottoscrizione popolare ) l’opzione di una rivalutata fruizione pubblica.

    non pretendo che queste cose debbano piacerti. ma che c’entra “qui” il mio cinismo?
    e, soprattutto, simmo sicuri che flaiano ce l’aveva con me?

  6. da “Il casertano”

    CASERTA – Dopo un’altra asta andata deserta, mentre il sindaco di San Tammaro è ancora in sciopero della fame, ad interessarsi della Reggia di Carditello è direttamente il ministro per il beni culturali Lorenzo Ornaghi che potrebbe venire a Caserta all’inizio della prossima settimana. Ne dà notizia il parlamentare del pd Stefano Graziano. “Oggi ho trovato un ministro attento, informato e preoccupato, a lavoro per convocare un tavolo già ad inizio settimana”.
    Su twitter, il parlamentare del Partito Democratico riferisce così dell’incontro avuto questo pomeriggio con il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. Secondo il deputato democratico, il ministro è già al lavoro per organizzare un tavolo, tra Napoli e Caserta, con gli Enti locali e gli altri soggetti interessati per discutere assieme delle possibili soluzioni per la salvaguardia del prezioso sito borbonico della Reggia di Carditello. L’onorevole Graziano aveva chiesto un incontro con Ornaghi per sollecitare l’attenzione del Governo sui destini del Real sito in provincia di Caserta. Sempre dal Pd, anche il consigliere regionale Nicola Caputo è intervenuto sul bene annunciando che si terrà proprio a Carditello la prossima seduta straordinaria della Prima Commissione regionale speciale, Trasparenza e Controllo Atti: “Il 29 marzo, data decisa dal Tribunale per la vendita del bene, il prezzo scenderà ulteriormente rendendone ancora più appetibile il suo acquisto. Intanto – conclude Caputo – continueremo a lavorare perché si attui la norma regionale, prevista nella Finanziaria 2012, di costituire la fondazione “Carditello”, sul modello di gestione utilizzato per altri beni architettonici di interesse storico in Italia”. (15.03.12)

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