per un sud metafisico e rurale

Domani arriva in Irpinia d’Oriente il geografo Franco Farinelli, intellettuale di fama mondiale. È il primo di una serie di incontri già programmati per i prossimi tre anni. Terrascritta è un’idea che cerca di cucire il lavoro culturale al lavoro materiale. È un laboratorio dell’impensato, una sagra del futuro che sta dentro ai progetti che il Gal delle nostre zone sta portando avanti con rinnovato slancio.

L’appuntamento è in una masseria, tra Oscata e Bisaccia, vicino alla fontana dei Serroni. Non è una masseria diroccata, è il luogo dove una bella famiglia irpina ha impiantato un’azienda zootecnica di tutto rispetto: oltre cinquanta vacche. Staremo a casa dei Ciccarelli tutto il giorno. Una giornata che grazie a Farinelli sarà una lunga lezione di geografia all’aperto. E poi finiremo con il mio film sull’Irpinia. Ancora una volta la terra: il film si chiama Terramossa, l’ho realizzato per conto dell’Amministrazione Provinciale, con l’obiettivo di far vedere quanto è bella l’Irpinia.

A fine marzo il grano è ancora basso, spesso la luce è scialba, ma comunque spezzeremo il pane fatto con l’antico seme denominato senatore Cappelli. E vedremo come il latte nobile del Formicoso diventa formaggio. Una giornata che mi pare un perfetto riassunto delle cose fatte negli ultimi anni dal GAL CILSI e da chi prova a fare cultura in questi territori. Una giornata intimamente comunitaria. Uno spazio che ormai da anni abbiamo aperto su queste alture e che a volte va avanti a singhiozzo, basti pensare ad Altura, all’iniziativa di Cairano7x, a quelle a suo tempo messe in campo dal Parco Letterario Francesco De Sanctis. Non è un caso che lo scorso autunno la scuola Holden abbia allestito qui un suo progetto di cultura a domicilio, il Festival home.

Nessuno ha mai pensato che queste attività siano risolutive per gli annosi problemi delle nostre zone, ma di certo hanno avuto un qualche influsso almeno sul modo in cui sono percepite, qui e altrove. In fondo la difesa del Formicoso dalla megadiscarica è stata anche il frutto di un lungo lavoro culturale teso a ridare valore a queste zone. Come già detto, le iniziative intraprese spesso non sono riuscite ad avere la necessaria continuità, ma è indubbio che l’Irpinia d’Oriente sia all’interno del panorama meridionale una zona a bassa densità demografica e ad alta densità culturale.

Tutti gli altri incontri di Terrascritta sono stati concepiti per inserirsi organicamente un progetto molto articolato messo a punto dal GAL CILSI (centro di iniziative leader per Lo Sviluppo dell’Irpinia). Nell’ambito della programmazione 2007–2013, l’approccio Leader non è più solo una sperimentazione ed entra a pieno titolo nella Programmazione dello Sviluppo Rurale.

Il cuore di tutto è l’idea di una nuova ruralità in un momento in cui le avanguardie culturali di tutto il mondo danno attenzione al suolo agricolo. Da più parti si comincia a capire che il vero passato è la modernità. E la modernità incivile che ci è toccata dopo il terremoto ha prodotto più rovine dell’arcaismo. Il progetto del Galcilsi guarda al futuro nella convinzione che i luoghi da sempre considerati marginali possono essere il punto di partenza per un altro modo di abitare queste zone. Lo possiamo chiamare sviluppo locale, sviluppo sostenibile. Queste definizioni attengono al versante economico della faccenda. Quello che più mi riguarda, l’aspetto sociale e culturale, mi porta a chiamarlo nuovo umanesimo delle montagne. Le linee guida della Comunità Europea per la politica agricola in effetti accolgono proprio un lavoro culturale che tanti vanno facendo in Italia (basti pensare a Carlo Petrini e al suo slow food) e che in Irpinia ormai ha solide basi.

Farinelli non parlerà ad un pubblico provinciale, ma a produttori materiali e immateriali, a un’Irpinia che ha preso la via di un fare che mescola scrupolo e utopia. Non vogliamo più compiacerci dei nostri mali, né vogliamo affiliarci alla cultura banditesca del capitalismo finanziario. C’è spazio, c’è un piccolo spazio per cominciare a fare altro. Potete trovarlo in tanti posti. Sabato lo troverete a Bisaccia.

da il mattino del 30-03-2012

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4 thoughts on “per un sud metafisico e rurale

  1. .. bella la ripresa di questo tema della nuova ruralità così presente nella vecchia comunità provvisoria …

    … un tema-montagna, ciascuno con il suo versante da scalare, culturale ma anche economico, digitale ma anche pre-industriale, prenuragico, borbonico, equo-solidale, archeologico, ecosostenibile, irpino ma anche atellano, animalista, vegetariano, medico-legale, umanista e umanitario, soprattutto caseario…

    … un tema “ma anche” …

  2. Franco Farinelli, che da anni pratica l’insegnamento e lo studio della geografia come strumento attuale e vivace per capire la complessità del nostro sguardo sul mondo, ha insegnato geografia alle Università di Ginevra, Los Angeles, Berkeley e alla Sorbona di Parigi. Oggi è professore ordinario di Geografia presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato molti saggi diventati testi di riferimento, tra cui «Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo» (Einaudi, 2003) e «L’invenzione della Terra» (Sellerio, 2006). Più recentemente «La crisi della ragione cartografica» (Einaudi, 2009).

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