letterina di pasqua sul nuovo blog

cari amici

ieri sera a bonito è stata una bella serata. Grazie a Davide per averla organizzata e grazie a chi è venuto.

Prima di far vedere Terramossa e di leggere poesie da Stato in luogo, abbiamo parlato del blog.

La rete è una cosa filante, cangiante. I luoghi virtuali sono altamente deperibili. Bisogna essere mobili, cambiarli, piegarli alla vita che vogliamo, sminarli dagli agguati dell’autismo corale.

Comunità provvisorie assume una nuova veste grafica, ma quello che più conta assume una linea ben definita. Allargheremo la rosa di chi scrive, chiedendo a nuovi amici di diventare editori. Dunque la spinta comunitaria si allarga, si apre a nuovi territori. Non solo l’Irpinia e l’atellano, presto arriveranno amici da altre montagne, da altre pianure.

Nella discussione è emersa la necessità di avere una linea, uno stile. La confusione senza gerarchie rischia di non farci raggiungere amici che fanno altrove il nostro steso lavoro. Con felice espressione Fabio Nigo ha parlato di rendere visibile la spina dorsale arminiana.

Bene. Mi impegnerò a fondo perché questo accada. Sarò io a decidere ciò che deve stare in evidenza e per quanto tempo. Il noi non è più una premessa, ma se mai un punto di arrivo. Insomma divento una sorta di direttore, tanto per capirci.

Il paesologo può avere bisogno di attenzioni, la paesologia no, non ha bisogno di complimenti, ma di lavori che diano forza a questo nuovo modo di abitare i luoghi, e non ha paura di capricci, di insolenze. Nei prossimi mesi ci saranno tante attività e riprenderanno anche le uscite nei luoghi.

P.s.

oltre alla colonna dei post che rappresentano il nostro discorso

il blog avrà una parte legata a segnalazioni e notizie curata da davide ardito.

un invito agli amici fotografi a postare con frequenza le loro immagini. abbiamo deciso di valorizzare molto di più questo aspetto.

ovviamente fra qualche mese verificheremo come funziona questo nuova storia e valuteremo eventuali aggiustamenti.

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8 thoughts on “letterina di pasqua sul nuovo blog

  1. Se siete in forma non visitate un paese.
    Ieri pomeriggio sentivo che la mia influenza stava bene a Bonito. Il corso lungo e stretto, con le sue case chiuse come le mie narici, faticava a respirare. La chiesa con le sue forme più che in altairpinia starebbe bene a Palo alto in California. Un castello mancato e una piazza che si perde come un colpo di tosse. La febbre del calcestruzzo ha svuotato il centro e dove prima c’erano case ora c’è un vuoto che fatica a stare in piedi. Rincuora leggere su un vecchio portone una scritta che incoraggia Bartali.
    I parlamenti comunitari cominciano fuori orario. Si discute del blog, della sua forma e non solo. Il blog assomiglia ad uno dei tanti cipressi che, dopo la lunga nevicata di febbraio, si è scomposto e ha perso il fuso , ma ieri sera c’era un arminio in vena che lasciava scorrere il filo di un nuovo e incoraggiante discorso.
    Auguri di buona pasqua a tutti.

  2. buona pasqua a tutti gli amici di cp. con l’aiuto di “zio Vincenzo” spero di coinvolgere tante persone lontane e vicine ma ispirate dalle stesse nervose utopie. ciao

  3. Buona Pasqua dalla Lomellina.

    Mario Cantella, “La poetica degli occhi. Vita e scritti di Cesare Angelini” pag. 14

    Il valore etico della terrà restò una costante della sua riflessione letteraria. Parlando della Lomellina e delle sue risaia nelle sere d’agosto –” infinita giacitura orizzontale che dura centinaia di campagne, specchiando il cielo con un senso di pianura abbacinata nell’aria vasta e vuota” – Angelini si sofferma sul canto delle rane che si leva, voci che appartengono alle “radici della terra”. E di seguito nota:

    “In un’epoca come la nostra non c’è quasi più tempo d’accorgersi della terra o addirittura la si fugge; quel canto pare abbia un valore di richiamo: placare l’ansia temeraria del vivere nel mito, ritrovare i veri beni della vita che hanno voci nel passato, e si chiamano patriarcali o virgiliani o evangelici e sono universalmente umani. Richiamo all’uomo perchè ritrovi la sua misura umana, torni alla vita che è semplice, come il pane e l’acqua, come il respiro, come la salute, come la terra madre sempiterna”

    ( da “Questa Lomellina” in “Questa mia bassa (e altre terre) Milano, 1970).

  4. Questa mattina appena sveglio ho visto la neve nei campi, il primo pensiero è ”stato in luogo”.
    Ad aprile l’altura tiene l’inverno sulla punta della lingua e basta un giro di bora per farlo rientrare in gola.

  5. mi sento inadeguato a tutto questo. sono quattro anni che faccio chiacchiere e poi non vengo mai ad abitare in un paese irpino. siete gentili a dirmi che posso fare il paesologo da napoli, da tre mesi da qualiano, ma io mi sento sempre più un disertore

  6. mi sembra una decisione saggia. ad una prima valutazione potrebbe il blog potrebbe uscirne depotenziato; considerato però la scarsa attività di molti – me compreso – potrebbe rappresentare una azione motivante., staremo a vedere.

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