numeri

Domenica 15 aprile

Statale 303, direzione Lacedonia. La strada corre lungo l’orecchio sinistro dell’altopiano, ventisei chilometri di curve e solo qualche corto rettilineo asmatico che non da respiro alla guida. Quando arrivo sono le sei del pomeriggio, manca una mezzora prima della presentazione del libro di Antonello Caporale Controvento. Faccio un giro. Piove, ma qui la pioggia più che bagnare taglia. La piazza è il solito parcheggio.  Nei paesi una fortissima incontinenza da volante costringe buona parte della popolazione ad utilizzare la macchina anche per spostamenti minimi, forse l’aumento del costo dei carburanti sarà di sollievo. Passo davanti al bar seven stars, in  una poesia del suo ultimo libro Stato in luogo Arminio lo definisce, insieme ad altri, una tana del buio, ma oggi è illuminato e pieno di gente, dentro si gioca a carte e all’ingresso, al riparo di un ponteggio, si parla di calcio, oggi il campionato è fermo per lutto. Questo è un paese fisico, muscolare anche quando parla. Le conversazioni procedono quasi a colpi di spallate. L’appuntamento è all’Istituto suore figlie di Sant’Anna. Le suore sono due. La sala è piena ma resta fredda. Ascolto i vari interventi, un flusso di parole come  contributi , normative, tavoli di concertazione. Spazientito Antonello Caporale da i numeri e informa i presenti che l’altopiano del Formicoso produce 600 milioni di euro all’anno con l’eolico e che alle amministrazioni locali vanno solo le briciole, perché sono le briciole che queste vogliono.

Lunedì 16 aprile

Statale 303, direzione Gesualdo. Trentatre chilometri non molto nervosi lungo il fianco destro dell’altopiano. È la prima volta che vengo  a Gesualdo.  Qui  come altrove l’insieme appare segnato ma ci sono dei pezzi unici bellissimi, il castello, i palazzi, le chiese . L’appuntamento è alle diciotto e trenta presso il palazzo Pisapia, c’è un’iniziativa della cgil: “nei piccoli paesi grande vita”, secondo una felice espressione arminiana. All’incontro Arminio è assente, ma nei vari interventi viene citato trentotto volte, potenza di un visionario che ha ridisegnano il paesaggio emotivo  che abitiamo. Ascolto il solito flusso di parole con poche variazioni, turismo, giovani, contributi, normative. Poi arrivano i numeri  e li da il sindaco quando racconta che è stato a Carpi nel modenese, dove ci sono circa millecinquecento gesualdini e aggiunge che oggi  Gesualdo ha tremila abitanti. Quando vado via piove e la piazza con la fontana è deserta, dubito sia lo stesso  a Carpi.

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7 thoughts on “numeri

  1. caro fabio
    lacedonia è il secondo paese dove ho passato più tempo, dopo bisaccia.
    conosco bene la fisicità di cui parli con grande intuito.
    gesualdo è completamente un’altra storia.la paesologia poteva nascere solo in un territorio che non si lascia possedere, renitente ad ogni perimetrazione.

  2. sempre bravissimo fabio. un solo appunto non a te, ma a caporale: l’eolico produce energia che si misura in kWh e non in euro. Se la trasformazione da kWh ad euro è un assalto alla diligenza, lo sceriffo è quello che cerca di fermare i banditi e non di dividere il bottino…
    p.s. i numeri sono importanti. ma senza dimenticare che “dare i numeri” può prendere un significato o il suo opposto…

  3. lacedonia terra d’elezione per me, per il tramite della vicina bisaccia, gesualdo nel dna, essendo mio nonno gesualdese doc, trapiantato a napoli per motivi di matrimonio. caro fabio, sono passato una volta a carpi, e ti garantisco che la piazza non era affatto appassionante, anzi

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