Ecologia è buongoverno

Lungo il nuovo percorso delle Comunità Provvisorie si possono intrecciare segnalazioni, appuntamenti, progetti che favoriscono la necessità di suggerire riflessioni ed azioni non stantie.E’ nato un nuovo piccolo spazio web, un progetto editoriale dove i temi dell’ambiente, dell’energia e delle risorse dettano le linee guida del confronto e degli articoli lì pubblicati. Una Newsletter, che riprende una testata antica, decisamente fuori moda per il suo dichiarato illuminismo: la testata del settimanale che mezzo secolo fa accompagnò l’ultima avventura politica di Ferruccio Parri (antifascista, fu il primo presidente del Consiglio a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della seconda guerra mondiale) ed Ernesto Rossi (il «democratico ribelle», tra i principali promotori del federalismo europeo. Il Manifesto di Ventotene, è il suo testamento morale.).  La testata “l’Astrolabio” rende omaggio ai due leader azionisti – “Maurizio”, “Burattino” , ed ora che quel mondo è sparito, resta l’insegnamento, il loro anticonformismo. Il recupero di questa grande tradizione riformatrice innova fortemente l’approccio tradizionale alle questioni ambientali e aiuta a correggere le facilonerie, le menzogne, i pregiudizi che caratterizzano tanta parte dell’informazione corrente su questi temi. Pubblico il primo editoriale, una introduzione programmatica per l’agire futuro che ritengo coerente con le sfide complesse di ridefinizione delle strutture sociali ed economiche, che ci attendono nei prossimi decenni.  Lo posto in questo spazio perché, nello spirito delle Comunità Provvisorie, credo che questo luogo possa ancor di più rafforzare le proprie proposte in un’ottica sempre più originale e non appiattita sull’ambientalismo di maniera o sul movimentismo degli slogan e della semplificazione di parte. (Luca Battista)

Ecologia è buongoverno di Mario Signorino
Più ancora delle pressioni prodotte dagli inquinatori, a minacciare l’ambiente sono le cattive politiche, sia di governo, sia di protesta.
Il movimento ambientalista è arretrato negli anni su posizioni settarie e controproducenti. Oggi si vedono “Verdi” di tutti i tipi tra coloro che a Napoli si battono contro la costruzione degli impianti che cancellerebbero la vergogna dei rifiuti nelle strade. Si vedono “Verdi” nella coalizione reazionaria che punta al mantenimento dell’attuale, fallimentare gestione del ciclo dell’acqua. Si vedono “Verdi” tra i barbari che distruggono i paesaggi con le torri eoliche e tra coloro che si oppongono con la violenza all’alta velocità ferroviaria. In sintesi: invece di concorrere alla soluzione dei problemi, questo ambientalismo settario finisce con l’aggravarli.
Si tratta di una pesante sconfitta. Ma – e qui sta il paradosso perverso – alla sconfitta politica si accompagna un’egemonia culturale: tanto che la sottocultura estremista, anticapitalistica, catastrofista guadagna spazi crescenti nella stessa classe dirigente. Imprenditori e manager, docenti di tutti i gradi scolastici, giornalisti, politici, preti e vescovi, magistrati, alti burocrati, sindacalisti: insomma, la classe dirigente che dovrebbe costituire la pietra angolare del buongoverno, è sempre più permeabile alle posizioni ambientaliste più infantili e conformiste. Così, inevitabilmente, la ricerca del consenso si risolve spesso, non nel miglioramento dell’informazione e delle scelte di governo, ma nel cedimento alla demagogia.
Tutte le criticità si scaricano sull’informazione. Molti giornalisti e ambientalisti la falsificano per “la buona causa”, la distorcono con i pregiudizi ideologici e le semplificazioni, ne minano la credibilità con gli allarmi esasperati.
Ed ecco l’altra grande “depressione” informativa: i governi in genere non motivano seriamente le loro scelte, non le sostengono con strategie, numeri, statistiche, analisi costi/benefici, valutazioni delle esternalità; non le sorreggono con corrette valutazioni scientifiche. Quando più e meglio dovrebbero parlare al pubblico, i governi diventano muti. E se nasce un conflitto, tutto si riduce a un sì o a un no. I “Verdi” dicono sempre di no, gli uomini d’ordine dicono sempre e comunque di sì. Pazzesco.
Alla sua nascita, l’ambientalismo poneva una grande sfida riformatrice; è diventato invece una piccola eresia anticapitalistica. Da parte nostra, non abbiamo mai fatto cadere quella sfida; e per ﷓decenni, abbiamo tenuto questo fronte praticamente da soli. Non ci sentiamo battuti: abbiamo avuto risultati importanti, che hanno inciso sul sistema di governo dell’ambiente; ed oggi siamo pronti a rilanciare. Bisogna individuare politiche adeguate ai processi di trasformazione che investono popoli, territori, istituzioni politiche ed economiche. Per questo, c’è bisogno di una “battaglia delle idee” coraggiosa.
È l’obiettivo principale di questa Newsletter. Ai lettori che approvano le nostre idee chiediamo attenzione, collaborazione e sostegno, e quando necessario franchi confronti.

(lo spazio web della newsletetr è qui)

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2 thoughts on “Ecologia è buongoverno

  1. luca molto bene

    io domani sono a sant’Andrea di conza….
    mi piacerebbe avere domani o prossimamente un confronto con gli amici architetti e ingegneri e pensatori sociali della cp
    possiamo mettere a punto qualche idea per i nostri territori

  2. luca, i principi del primo editoriale fanno scopa con i miei. seguirò astrolabio.

    p.s. caro franco, non mi è possibile essere a conza. alla prossima

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