geografia commossa

sono uscite già molte e bellissime recensioni al mio geografia commossa dell’italia interna, ma mi piace mettere qui una lettera che mi ha mandato moreno miorelli (se volete sapere che fa cercate in rete informazioni sul festival di topolò).

è sempre antipatico che uno faccia il piazzista di se stesso, ma anche se siamo nella selva dell’autismo corale c’è sempre la speranza che qualcuno ascolti.
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caro franz, ho appena tolto i piedi dall’Isonzo, quello giovane, nato un paio di chilometri qui sopra. Ho messo la sedia e i piedi in acqua per leggere Geografia commossa. Ho aperto il libro a caso: La morte di Zeno… Porca troia ! Ecco, avrei potuto chiudere il libro alla sesta riga: ero già colmo ma sono andato avanti con quella sensazione di chi per troppa fame s’è sciaguratamente divorato un plateau di antipasti e ancora ci sono i ravioli o il tris con lasagne e gnocchi al gorgonzola, la polenta, i funghi, lo spezzatino, le palacinke con il cioccolato…dove mettere tutto ? Ti parlo senza uno schema, di pancia. Ho pensato che La morte di Zeno avrebbe dovuto essere un libro, un libro di due pagine che esce nel 2013. Che bisogno c’è di leggere altro? E che bisogno hai tu di scrivere ancora? Fermati Arminio, mi sono detto, puoi solo far peggio. Ma la bulimia di fronte alla parola sulla carta e il ricordo di avere pensato la stessa cosa ad ogni tuo libro mi hanno fatto proseguire e così è stato ancora con le Divagazioni sull’anno nuovo; poi, Il funerale di Elio Sellino. I tre che ho aperto a caso. Per oggi non mi sta altro, di più non posso e non sono nemmeno le due del pomeriggio. Penso ai volumi e volumi letti dai quali non ho tratto un pensiero, una riga, una parola, una pausa da sottolineare. Divagazioni sull’anno nuovo: un altro libro, doveva uscire molto dopo, copertina e tre pagine, maggio 2014. Il funerale di Elio Sellino, due pagine, copertina, autunno 2015. L’editoria del mondo perfetto sarà questa: l’editore che si chiede come il lettore possa meglio metabolizzare le parole, crescere. Invece, in questo universo bulimico mi ritrovo a saltare da Elio Sellino al gatto Zeno quasi con disperazione: come faccio a ingoiare tutto questo ben di Dio in così poco tempo? come faccio a non dimenticare nemmeno una riga? E non sono che a 1/20 del libro tutto. Così, per sciogliere i muscoli e far riposare la Bellezza ti scrivo da questo prato-campeggio tra i monti sloveni dove sono l’unico ospite. Paesaggio selvaggio con banda larga; e devo inventarmi qualcosa per le prossime ore, io, che m’ero programmato una giornata di letture solitarie in riva al fiume e invece in 8 pagine ho esaurito la capienza fino al 2015.
mannaggia !
moreno

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3 thoughts on “geografia commossa

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