Il giorno dopo

IMG_4311Il giorno dopo era domenica ad Aliano.
Dopo i saluti della mattina
dopo il pranzo con la sposa,
con Carmela e Donato,
con i figli e Caterina,
col sindaco e Daniela,
dopo il pranzo sono uscito da solo
a cercare il paese e l’ho trovato
come se la bassa marea della fine del festival
lo avesse scoperto:
ho visto un fondale secco e commovente,
ho fatto cento foto ad una vecchia
e poi le mani e gli orologi di tre vecchi su una panchina,
la bombola di gas, il divieto di accesso, un canale storto,
una finestra chiusa a metà coi tubi, i camini e le antenne,
una ringhiera, un vicolo, un passante con la camicia bianca.
Ogni cosa che vedevo era commovente
e mi batteva il cuore e mi batte ancora,
mi batteva veramente
e non è che succede sempre.

Armin

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5 thoughts on “Il giorno dopo

    • Ci sono stato anch’io ad Aliano,
      ma il mio angelo custode: Mercuzio,
      ad un certo punto, mi ha abbandonato!
      E, così ho provato a camminare da solo,
      prima nel giardino del parroco del paese,
      tra gli alberi di fichi in cerca del mio telefonino off-line,
      era caduto giù mentre gli rubavo i fichi.
      Poi ho camminato ancora,
      nelle stanze vuote del confino,
      tra i colori e le parole del mio silenzio,
      sopra raggi di luna che brillavano,
      sui calanchi,
      fino ad arrivare ad un cancello di croci.
      E, così ho messo un sasso, anch’io,
      sulla tomba di Carlo,
      per evitare che gli sciacalli,
      ne mangiassero il corpo,
      e che il culto della sua morte,
      potesse salvarmi la coscienza.
      Ero in incognito lì ad Aliano,
      solo per: “fare una vacanza,
      intorno a un filo d’erba”.
      Nanos Enzo

      • bello, comincio a camminare anch’io sempre nello stesso punto, senza mai perdere di vista la complessità abnorme del paesaggio, anche grazie ad Armin. bella rete si sta creando.

  1. è tempo di rivoluzione silenziosa morbida pacifica con la poesia la paesologia la bellezza arrampicati sui calanchi sulla tomba di Carlo Levi e su tutte le tombe che ci appertengono con la musica che fa girare il sangue con i volti genuini di chi vive in semplicità comunicando con la nostraanima comunichiamo con il mondo e chi sa ascoltare si trasforma lapoesiapuòsalvareilmondo grazie armin

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