un orgasmo ci seppellirà

mi pare di aver capito una cosa sul ruolo dello scrittore oggi.

la gran parte dei lettori non sono interessati più a nessuna questione, né alla lingua né ai contenuti. parlare di dolore, di pale eoliche, di fame nel mondo, parlare di questioni generali non serve più a niente, lo scrittore dovrebbe scrivere solo lettere d’amore, una per ogni lettore. mi pare che andiamo verso una società effusiva in cui lo scrittore non deve illustrare i sentimenti, come faceva proust, per esempio, ma li deve avere e li deve mostrare in esclusiva a questo o a quel lettore.

c’è una sorta di mistica del rapporto personale, del rapporto autentico, del rapporto affettivo. io ho sempre considerato importante l’elemento emotivo, ho sempre diffidato del logos, ma adesso stiamo esagerando, di questo passo un libro che non sia una promessa d’amore è meglio non scriverlo. e invece che fare le presentazioni dei libri, bisogna andare direttamente in albergo a scopare. la coazione a godere domina la scena. il godimento sta uccidendo tutto, la politica e la letteratura. un orgasmo ci seppellirà.

 

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