una poesia da STATO IN LUOGO (transeuropa)

La bella luce di febbraio.

quest’anno è mancata anche quella.

Febbraio è stato a avvolto e avvilito

da questa luce vecchia, dicembrina.

Prima della fugace primavera

bisogna aggirare il muro di marzo

e le montagne russe dell’aprile.

Il paese non è più la belva

di un tempo,

la bocca sdentata, l’umore spento,

sembra che più nulla ormai lo scuota.

Io qui sono un fantasma

dentro la testa e dentro la mia casa,

mi sento come una madre

che guarda in una culla vuota.

 

franco arminio

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3 thoughts on “una poesia da STATO IN LUOGO (transeuropa)

  1. Pensando a questi versi da qualche parto ho usato la metafora della bocca sdentata. La prima parte incalza con dinamismo attraverso i mesi più duri dell’anno. Tutta la seconda parte incupisce, scava nel sottosuolo del’inquietudine. Monumento estremamente potente. Ma chiosi con una similitudine atroce. Quegli ultimi, terribili, due versi che sono emblema e significato del dolore.

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