due giugno a bisaccia

 

spunti per l’incontro del due giugno a bisaccia:

nei paesi due giorni dopo le elezioni comunali sembra tutto finito, sembra che per sentire un poco di fervore bisogna aspettare cinque anni, le prossime elezioni comunali. era così anche nel passato, ma la gente trent’anni fa la trovavi per strada anche nei periodi non elettorali.

 

 

la questione del centro e la questione del margine. il margine che deve imparare a darsi valore senza aspettare che questo valore sia attribuito dal centro.

nella vicenda elettorale è stato palese. io rappresentavo la grande questione dell’Italia interna, nessuna televisione del centro si è decisa a occuparsi di questa faccenda. i miei video, tra l’altro, erano un ottimo pretesto, oltre alla candidatura, ovviamente.

il successo di renzi non sembra un flusso che dai margini sale verso il centro, ma è tutto il contrario. è il centro che che si fa votare dai margini.

 

 

dalla vicenda elettorale ho imparato un sacco di cose, anche sulla rete.

per esempio il mio continuo invito a far girare le mie cose alla fine faceva girare solo le palle.

la rete per sua natura è una corale narcisistica. ogni post è inevitabilmente un emissione di fiato che ruba il fiato degli altri.

la cosa singolare è che avrei preso più voti se a un certo punto mi fossi eclissato.

al mio paese ho preso molti voti anche perché nell’ultimo anno sono stato poco presente.

come usiamo la rete allora?

come può aiutarci a costruire nuove comunità e nuova politica?

dobbiamo fare un blog?

dobbiamo uscire da fb?

 

 

 

parlare di política senza parlare di politica….

portate con voi la vostra ferita, non le vostre opinioni…..

una riunione di percettivi….

una federazione di ferite…

 

 

il due giugno a bisaccia facciamo un incontro senza ansie, a partire dall’ansia del numero. va bene se siamo cinque e va bene se siamo cinquanta.

ci diamo un giorno di benessere, poi si vedrà.

dopo il giro elettorale la tensione nei luoghi dove si è votato è calata.

 

le ferite se le lasciamo mute

guariscono o si allargano?

 

è possibile socializzare le ferite, produrre energia collettiva?

 

l’autismo corale ci sta bene?

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2 thoughts on “due giugno a bisaccia

  1. E’ stata una bella giornata, oggi due giugno, a Bisaccia. Mi sono sentita perfettamente a mio agio, perché è stato un luogo di condivisione di frammenti di vita. Spaccati che avvicinano, che creano assonanze. Che creano una visione condivisa. O forse non ancora una visione, ma una volontà di visione comune. Non è poco. E’ molto. Do’ voce a me. Do’ voce all’altro. Creiamo insieme qualcosa che né io né tu so cosa sia.
    Per la strutturazione, la sistematizzazione c’è tempo. Per ora viviamoci questo splendido caos.

    PS. Volendo scompaginare, metto in discussione la mia nomina “dall’alto ” del nostro beneamato Franco (perdonami Franco!). E’ inutile nascondere che la cosa mi ha onorato molto. Ma dobbiamo creare dei metodi nuovi. Scegliamo un criterio di selezione e rispetto a questo ragioniamo. Insieme. Vi va l’idea?

    Buona notte
    Adele

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