Cabaret delle panchine

di Franco Arminio

 

 

Al colmo dell’eccitazione si denudavano, ma ognuno a casa propria.

Sono morto cinque minuti dopo che mi hanno seppellito.

Non leggevano mai niente. Eppure, il loro amore, che prima era platonico, divenne aristotelico.

Vincenzo Arace sostiene che sul big bang in realtà non si sa niente, a parte il fatto che fu di lunedì mattina.

La vedova sta piangendo sulla tomba sbagliata.

Sull’amore non so veramente niente. A volte mi sembra di affezionarmi a qualcosa, ma non ne sono mai sicuro. E più che nobile l’amore è mobile, ma di poco pregio: una scarpiera.

Dopo la morte della moglie è divenuto astemio. Ha messo la foto della moglie nel bicchiere.

Il poeta voleva sapere se era un genio e lo chiedeva a Ninetta Forgione.

Per gli atomi delle più lontane galassie io non sono nulla. Per le pietre di Marte io non sono nulla. Per gli aborigeni australiani io non sono nulla. Per la gente del mio paese sono uno stronzo.

Passeggiavano senza un sorriso. Lei era la Spagna. Lui al suo fianco pareva il Portogallo.

Nino Zichella non fa un lavoro preciso, è sempre inserito in qualche progetto pilota.

Le mogli dai medici. I mariti dalle puttane.

Un’idea ben ponderata: qui si muore alla giornata.

La mia mente è come un’aula di prima elementare dove non c’è la maestra.

Tonino Galgano aveva fatto un buco nel materasso, ma praticava comunque il coito interrotto.

Il segretario comunale è scemo, me lo ha detto il sindaco.

Michelino Mecca sosteneva che Caino e Abele in realtà erano cugini.

Ormai quest’anno è la terza volta che fa finta di saldarmi la marmitta. Voglio vedere dove vuole arrivare.

Nicola Bozza vive a Milano vendendo un po’ di fumo. Quando torna sta sempre a giocare a biliardo. Dopo ogni tiro si sistema i capelli come se fosse appena sceso da un elicottero.

La carriera esemplare di Saverio Pandiscia: segretario del circolo nuovo sud, cassiere della polisportiva, membro del direttivo della sezione, presidente del comitato per la festa patronale, etilista.

A un certo punto vengono solo virgole.

Si trovò con la testa fra le nuvole proprio durante il temporale.

Tanto universo per nulla.

Ogni giorno un funerale. La morte si è montata la testa.

Michele Macchia non pensava mai niente, ma il giorno dopo la pensava diversamente.

Donato Sasso dice che i buoni ci sono ancora, ma sono attori non protagonisti.

A morire sembra che ci penso solo io.

Voglio una medicina per dimenticarmi.

Peppino Bove dice che ci sono i tumori selvatici e quelli di allevamento.

È andato in pensione con la pensione di sua madre.

Da ragazzo faceva le seghe ai compagni di scuola. Cinquanta lire per quelli che ancora non avevano i peli. Cento lire per gli altri.

Gerardino Cardone pensava che il suo cazzo fosse piccolo, invece era semplicemente timido.

In un anno ha speso tre euro nel bar dove va tutte le sere.

Ugo Fusco si è sentito bene nel 1976, tra maggio e giugno.

Era così pigro che dava fuoco alle unghie piuttosto che tagliarle.

Antonella Prisco da quando è tornata da Milano mangia solo verdure di campo, non guarda la televisione. Si masturba col sesso rivolto a nord.

Vito Pastore dice che a Milena Vigorito durante l’orgasmo il grido si alzava dalle gambe.

Il falegname che chiude la bottega ogni quarto d’ora.

Nino Ambrosecchia arrivava sempre in anticipo agli appuntamenti. Morì piuttosto giovane.

Teodoro Tartaglia è sempre il primo a rispondere al telefono, ma le telefonate sono sempre per la sorella.

Uno fa l’elettrauto, ma non sa fare il suo mestiere. L’altro fa il meccanico, ma non sa fare il suo mestiere. Tutti e due quando si ubriacano sanno farsi uscire il fumo dalle orecchie.

Si comprava gli esami, ma finì fuori corso perché tirava sul prezzo.

Eleonora Caradonna non guardava mai in faccia il marito. La sera, nel letto, si metteva direttamente alla pecorina.

Ormai gli serve il valium anche per giocare a dama.

Pasqualina Savanella era convinta di morire una domenica di marzo. Morì un venticinque aprile, di lunedì.

Il cazzo è una delle prime cose a sparire. Il mio non era neppure tanto grande.

È brutto, ma non se n’è mai accorto, perché è il più bello della sua famiglia.

Qui le occasioni sono solo quelle delle macchine usate.

Ho la sinusite dalla testa ai piedi.

I primi mesi si baciavano, ma a debita distanza. Poi presero a stare uno sopra l’altro, ma senza sbottonarsi. Infine si sposarono provando lo stesso piacere che si prova lavando la macchina.

Da come chiude la portiera della sua Fiesta targata Pisa si capisce che ha litigato con la moglie. Dopo questi litigi la cosa che gli piace di più è pronunciare il nome del suo cane.

Il negoziante di elettrodomestici che per trovare un fono deve spostare due lavatrici e tre televisori.

Vincenzo Morra è sempre sull’orlo, ma gli manca il precipizio.

Quando si presenta a qualcuno dice sempre che ha la discopatia L5-S1.

Uno che viveva in Germania venne a vivere qui perché non aveva più voglia di vivere.

Io passeggiavo, mangiavo poco, cercavo di non arrabbiarmi con nessuno. Non è servito a niente.

Gerardo Gallo quando versava un cognac ad un cliente ne versava uno anche per sé.

I miei occhi fanno una vita spericolata. Il resto del corpo è più prudente.

Antonello Scarlatella per convincersi che avrebbe fallito tutto nella vita, una mattina ha deciso che non si sarebbe più laureato e ci è riuscito.

In questo paese c’è sempre qualcuno che ha vissuto per un certo periodo a Torino e se n’è tornato con quello che una volta si chiamava esaurimento nervoso.

Davanti alla bara di Vito Albenzio era difficile distinguere quelli che tacevano, da quelli che stavano in silenzio.

Quello che ha comprato la macchina sedici anni fa e tiene ancora la plastica sui sedili.

Al segretario della scuola piace passeggiare col vecchio direttore. Non hanno molto da dirsi, parlano per non andare al bar a spendere soldi.

È incredibile che oltre a essere vivi bisogna anche soffrire di bruciori di stomaco, fuoco di Sant’Antonio, calli, geloni, slogature, insonnia e raffreddori.

Secondo il maestro Balascio noi siamo noi, cioè siamo una frittata fatta sempre con lo stesso uovo.

Non sarebbe male se qualcuno potesse accorciarmi i baffi nella foto sulla lapide.

Il compagno Minieri in sezione non parlava mai, ci andava solo per fare la tosse.

Tutti lo ignorano, a parte i familiari, che lo odiano.

Silvestro Pastore parla sempre di ristoranti e pizzerie in cui non è andato mai.

Secondo me le cose andarono così: Dio gli tolse una costola e gliela diede in testa.

Dio si accorse che il cuore dell’uomo era malvagio e gli costruì attorno la gabbia toracica.

Ieri sera il consiglio comunale è durato sei ore. Tre sono passate per discutere se dare la licenza a uno che vuole costruire un muro davanti a casa sua perché dice che non vuole vedere più nessuno.

Quando mi venne l’ictus fui soccorso da mia figlia che studiava medicina. Appena mi vide a terra disse: alzati e cammina.

Mancino in tutto, anche negli occhi. Quando va a un funerale e vuole farsi uscire qualche lacrima è sempre il sinistro ad accontentarlo.

Qui la faccenda è questa: chi non ha niente da dire ha sempre qualcosa da ridire.

Ero così marcio che i vermi diventarono vegetariani.

Ci vorrebbe un giorno alla settimana in cui non si può morire, per esempio il sabato.

Ogni tanto alzava gli occhi e li perdeva.

A certi se gli togli la pancia non gli resta niente.

Certe volte non litighiamo con gli amici perché abbiamo paura che poi viene poca gente al nostro funerale.

La moglie del professore di matematica quando va a comprare il pesce fa sempre uno starnuto per farsi notare.

Mimmo Gallo ogni volta che non ha niente da dire parla male di Peppino Pagnotta.

Un’ombrello con l’apostrofo comunque si chiude.

Federico fa il meccanico. La moglie fa quello che le pare.

Dal rumore puoi individuare il tipo di automobile, non il suo colore.

Gesù nel periodo che andava a donne era un uomo tranquillo. Poi gli venne una grave nevrosi e tutto il resto che sappiamo.

Il geometra Di Leo deve ringraziare ogni giorno suo nonno Micheluccio che molto si adoperò per fargli prendere il diploma in una scuola privata. Ormai sono vent’anni che lavora giorno e notte. Dopo il grande sisma ha progettato più di mille case, tutte orrende compresa la sua, per la quale si è rivolto a un famoso architetto di Firenze.

Uno che ha milioni di sentimenti non è un milionario.

Si vede in giro solo quando incolla i manifesti dei morti.

Si viaggia solo per andare a sbadigliare altrove.

Nella tomba vicina alla mia c’è uno che ogni tanto fa un colpo di tosse.

Il preside ipocondriaco, quando la bidella gli porta la posta, vorrebbe chiudere la porta e metterla a gambe aperte sul tavolo, ma il massimo che gli riesce, una volta ogni tanto, è farsi sentire il polso per vedere se ha la febbre.

Lo prende in bocca, ma solo a digiuno.

Ottavio Russo si diverte a parlar male del sindaco però alla fine dice sempre che sono amici. Fabrizio Mosca si diverte a parlare male del farmacista però alla fine dice sempre che sono amici. Linuccio Latessa si diverte a parlare male del prete però alla fine dice sempre che sono amici. Qui tutti parlano male dei loro amici.

È un ippocondriaco. Gli basta avere trentasette e due per dire che ha una febbre da cavallo.

Sebastiano Faloppa dice che quando andò in America vide un contorsionista che riusciva a mettersi il naso in bocca. Dice anche che incontrò una monaca che si masturbava strappandosi i peli della fica.

In certi periodi legge solo le cose che scrive. In altri periodi scrive e basta.

Appena arriva sul Comune va al gabinetto. Ha organizzato il suo corpo in maniera da andare al bagno in orario lavorativo.

Non è mai crollato perché è sempre a terra.

Meditava da tempo di togliersi la vita davanti a tutti, ma in quel bar non c’era mai un attaccapanni libero.

La punta più alta del suo curriculum è il fatto che si è iscritto a Sociologia.

Non va mai da nessuna parte e si è comprato la Marea Week end.

A furia di non essere baciato la bocca gli è andata indietro e ora parla col mento.

Franchino Grella scrisse un appunto sul suo taccuino per non dimenticarsi che era arrabbiato.

Oggi a casa del pittore Malapaga uno diceva che bisogna fare una cooperativa per trovare un destino.

Oggi i morti del cimitero erano tutti al loro posto. Solo il custode non stava al suo posto. Prendeva il sole nella sua macchina.

Vincenzo Guerrizio in attesa di laurearsi vede film francesi con sottotitoli norvegesi.

Tutte le volte che torna al paese mi dice che lo zio è amico dell’autista di D’Alema.

Alberico Cappa quando proiettarono Malizia con Laura Antonelli, si fece due seghe al primo spettacolo e tre al secondo. Nicola Rosamilia quando proiettarono Malizia con Laura Antonelli si fece fare una sega da Alberico Cappa.

Vito Macchia dice che qui molti si sorreggono a quelli che sono già caduti.

La moglie è molto severa coi figli. I figli sono molto severi col padre. Il padre è molto severo col cane. Il cane ha ucciso il gatto e i topi ballano.

Gli fecero una ventina di estreme unzioni, l’ultima gli fu fatale.

Nino Cuozzo dice che la vita è una valle di lacrime specialmente qui su quest’altura.

Eleonora Muto quando andava dal medico aveva sempre paura che il medico potesse morire mentre la visitava.

Fa l’artista per farsi coraggio.

Un poeta di San Sossio diceva che avere una sola spina dorsale è il nostro problema. Dovremmo averne due. Una che scende e l’altra che sale.

Gemma Portanova dice sempre che ha appena preso un Moment.

Secondo Franchino Pizza chi non viene abbracciato da nessuno non dovrebbe pagare le tasse.

I compiti degli alunni più scarsi li fa correggere da suo marito.

Silvia amava farlo in macchina, coi fari accesi e la musica dei New Trolls. Una volta al momento dell’orgasmo mi chiamò Claudio invece che Franco.

Vende mobili e mozzarelle.

Gli mancavano tre denti. Se ne fece mettere cinque.

In questa scuola le maestre conoscono un solo gioco, quello del silenzio.

Quello che insegna educazione musicale, ma nella sua classe c’è sempre un silenzio di tomba.

Quando sei nervoso devi bere un bicchiere di acqua piovana con un po’ di miele. Se non piove non c’è niente da fare.

Al tempo di oggi tutti si ritengono importanti, perfino Gerardo Macchia.

In questo paese non cambia mai niente. Prima c’erano tantissimi analfabeti. Adesso pochissimi sanno leggere.

Il numero delle cose a cui non crediamo supera il numero delle cose esistenti.

Alla fine degli anni settanta baciavi una donna e poi se ne riparlava dopo tre mesi, avevi tutto il tempo per pensarci a quel bacio. A quei tempi avevo delle amiche che uscivano alle sette e rincasavano alle sette e un quarto.

Nino Capossela prima di cena è presocratico. Poi, quando torna a casa, il discorso si complica.

Quello che a sei mesi già era bugiardo.

Fa il camionista e si è comprato l’Audi A4. Ha detto alla moglie che se pure lei trova un lavoretto possono comprarsi l’Audi A6.

Tonino Trezza è un mese che disturba tutti i colleghi perché si deve cambiare la cucina vecchia e vuole trovare quella nuova su internet.

Quello che studiò per filo e per segno l’opera di Egesia, filosofo cirenaico, di cui resta una sola frase.

Una mostruosa impazienza. Era ancora vivo e già voleva resuscitare.

In certi giorni al più piccolo tentativo di fare qualcosa arriva subito allo stremo delle sue forze. In altri giorni non arriva neppure al più piccolo tentativo di fare qualcosa.

Erano così addolorati che ricevettero anche le condoglianze del morto.

 

 

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