Secondo Manifesto per la città Bastevole

Delta9

di PASQUALE PERSICO

Progetto di Seconda Certosa Errante per comunità Provvisorie aperte ed ad Ecologia Integrale (Ecologia Profonda) – dialogo provvisorio tra un economista (PP) ed un poeta programmatore(FA)

8 paesi delle Montagne Materane moltiplicano la loro identità per 9 e producono economie di rete e di scopo fino a sentirsi città moltiplicata, ecco il significato di Delta9

Il Documento strategico Montagne Materane mette in cerchio di apprendimento otto comuni riconosciuti dalla metodologia di nuova paesologia di Franco Armino.

Accettura/ Aliano/ Cirigliano/Craco/Gorgoglione/Oliveto Lucano/ S. Mauro Forte/Stigliano coinvolti nella storia dei luoghi di margine cercano di vincere l’anoressia demografica investendo nella speranza dell’improbabile fino ad auspicare un metamorfosi creativa con gesti di inoperosità e di Fond’Azione.

Nella premessa delle azioni del progetto pilota appare un nuovo lemmario dello sviluppo, osservare il sole e la luna per elaborare percorsi antifragili dopo aver riconosciuto nella fragilità un potenziale da amare.

Cura ed attenzione sono le parole per dare slancio alla possibile moltiplicazione del potenziale, nuove economie di scopo per il Mediterraneo Interiore dovranno essere individuate fino a investire nelle economie di rete o di diversità, per far nascere una economia plurale piena di civiltà plurale ( nel senso di A. Camus per l’Europa).

La capacità di mettere in rete il vuoto è l’occasione per parlare della creatività del negativo con l’agricoltura e la vita rurale che diventano fondamenti di nuova urbanità: La rete dei vuoti come rete non densa di una nuova città di paesi dal nome antico ma dal sapore contemporaneo. Un futuro arcaico non scaccia necessariamente i temi della smart land di cui parla Aldo Bonomi o del terziario manifatturiero di Pasquale Persico, ma mette energia diversa, il convivio di urbanità, dentro il motore delle comunità in evoluzione. L’urbanizzazione come sviluppo è lontana e non auspicabile, l’urbanità e la densità di senso è auspicabile e vicina, il vuoto è da moltiplicare e da riempire con cura e lentezza: l’importanza di arrivare tardi non a caso è la metodologia del grande economista dello sviluppo che è stato ed è ancora , sebbene non vivente, Hirshman.

 

Stanzialità e nomadismo diventa il paradigma da sottoporre a test. Oggi, 27 agosto, giorno di Fond’azione di una Certosa laica ed errante capace di promuovere comunità aperte, laboratori membrana di nuova comunalità moltiplicata, dovrà essere trovato un gesto di nuova produzione.

L’Europa e Silvia Costa in particolare si batte perché l’Europa non tagli ancora nell’Economia della Cultura, delle arti e del Paesaggio . Lei sostiene ed a ragione che i flussi turistici e di apprendimento verso l’Europa e l’Italia in particolare guardano alla cultura ed al paesaggio come attrattori irrinunciabili.

In questa prospettiva l’invenzione di un Museo dell’ Aria o del Vento, Il Museo del Buio o della luce, il Museo del Silenzio non è solo un’invenzione di un’emozione poetica per riscrivere la geografia commossa del Mediterraneo interiore ma è una proposta di laboratorio creativo di apprendimento per strutturare diversamente i temi del turismo emozionale fino a farlo diventare StruttTurismo cioè un nuovo turismo che accoglie il viandante e gli fa avere l’emozione di essere finalmente arrivato in un luogo dove moltiplicare le ragioni della stanzialità e dell’investimento. Progettare una vigna di vino errante, o un campo di grano antico, scoprire i lavori in cartapesta di Ortega, o suonare con l’aiuto del vento, vedere con gli occhi del buio, e scoprire la musicalità del silenzio diventa allora una metodologia basata sulla ecologia della mente che apre al potenziale infinito-

Delta 9, allora è la capacità di riconoscere nelle frane o nei frammenti del Mezzogiorno quei luoghi da illuminare con la mente di un nuovo umanesimo di nascita collettiva. Devo morire per far nascere mia madre diventa un indovinello, inno alla Luna Nuova o Luna Nera, ai giorni di inoperosità arcaica dopo i giorni della sottrazione e della potatura, giorni di attesa che precedono la semina giusta, l’amore fertile, l’armonia creativa della luna crescente. Il Festival della Luna e i Calanchi diventa Certosa d’amicizia e di Empatia ed una nuova comunità provvisoria si da regole d’azione ad ecologia profonda e progetta stanzialità temporanee per far nascere ibridi fertili di nuova umanità.

Un’osteria in ogni paese per chi vuole mettere tenda per un giorno o un settennio in un paese, Un Festival per dare un nome diverso a tutte le montagne del materano per riconoscerle finalmente nella loro diversa età, un’enciclopedia dei campanacci deve apparire come coro lento del mondo che riscrive la geografia dei luoghi con le emozioni e la percezione, il paese vuoto diventa la sposa bambina che non invecchia mai, sposa desiderata da tutti, poi finalmente l’aria , il buio ed il silenzio parlano della città che verrà, dei comuni in amicizia che attraggono flussi germinativi di persone che vogliono sapere come curare il loro territorio lontano , pieno di diavoli urbanicidi.

Una Certosa D’amore con Franco Arminio Priore laico invita all’incontro, Certosini di qualsiasi sesso accorrono come angeli laboriosi, quelli che voglio vivere l’inoperosità fatta di pensieri ed emozioni da immaginare e percepire. La Certosa Errante è quella dell’economia della reciprocità, della creatività collettiva, del miliardario triste, dell’intellettuale perduto, del Politico Certosino illuminato, e della Certosina finalmente riconosciuta come motore di nuova urbanità. Nella distanza breve tra la felce e l’orchidea selvatica c’è tutto il tempo della vita vegetale ed animale, molto prima sono nati i segni della geomorfologia strutturante. La Felce è nata appena dopo la glaciazione e l’ibrido d’orchidea è quasi sempre l’ultima pianta nata con voglia di metamorfosi. Collocarci più vicini alla felce per rimanere quasi uguali a noi stessi o imitare il desiderio di ibridazione dell’orchidea è una responsabilità politica connessa al progetto giusto. La scommessa o la speranza dell’Esistenza di un Mezzogiorno e di Un Mediterraneo Altro rispetto a quello che la comunicazione dipinge come paesaggio inesistente, degradato e sommerso dai rifiuti e dal malaffare, invita a creare certose come fecero a Citeaux i certosini cistercensi che mille anni fa nel disordine di un’Europa frammentata si fecero assegnare i territori marginali e moltiplicarono i luoghi virtuosi fino ad inventare per caso i vini del brindisi e dell’augurio. Champagne non è un brindisi, alla Peppino Di Capri, ma una storia di una possibile paesologia di riconoscenza della pausa errante.

Oggi al Festival sulla Sabbia dei Calanchi che è la stessa di Montemurro (Sabbie di Mare lavate dalla pioggia per oltre 2 milioni di anni) faremo nascere un progetto di Vigna per accogliere un vino errante che non sarà bene di mercato, vino da vendere , ma bene relazionale capace di sviluppare reciprocità ed apprendimento secondo i principi della biodinamica applicata ai luoghi delle frane, del vento, del buio e delle piante arsicole, in cerca dell’acqua di roccia. Grano e vino rosso gentile di sabbia per otto comuni che diventano paesi moltiplicati, ognuno per nove, nella prospettiva di diventare Progetto Pilota per mille Certose di cucitura e sarcitura di territori che da aree vaste in pericolo d’estinzione chiedono alla forza ed alla bellezza della Natura di risvegliare la loro capacità di stare nell‘ arcaico futuro che sa guardare all’inoperosità creativa della luna nuova che spesso, oggi, non sappiamo né vedere né immaginare di saper vedere.

 

Seconda Certosa Errante, laica e triangolare ad ecologia profonda – Otto comuni in girotondo d’apprendimento per la città bastevole ed antifragile. Manifesto di comunicazione e di adesione

 

Certosino Franco Arminio Piore inoperoso poeta delle emozioni

Mimmo Longobardi Certosino di Fond’Azioni

Monica Bocci Certosina per Paesaggi Creativi

Livio Arminio Certosino Cantastrorie e di musica viva

Piero Bevilacqua Certosino del rurale contemporaneo

Mara Sabia Certosina del paesaggio scritto

Bianca Maria Bruno Certosina del buon vivere

Gianni Pittella Cerosino Errante in cerca della Nuova Europa

Maria Cerreta certosina living Lab del sorriso e dell’apprendimento

Maria Luisa Firpo certosina degli eventi e del convivio

Beatrice Bilu’ certosina dei libri liberi

Luisa Cavaliere certosina del we per il respiro della biodiversità

Fabrizio Barca certosino della risarcitura con nuovi tessuti

Angela Riccio Certosina della città del quarto paesaggio

Bruno De Conciliis Certosino maestro dei vini erranti

Francesca Catarci Certosina regista delle emozioni creative

………………………………….

 

Bastevole – in Musica di Francesco Grigolo

“la musica non dimentica mai sé stessa, essa non deve mai cessare di essere musica”. W. A. Mozart

La musica è l’arte dell’aggiungere e del sottrarre gli elementi che la compongono: ritmo, suono, cadenza, armonia, tempo, melodia, silenzio, canto e controcanto, accompagnamento, pause, consonanze e dissonanze, contrappunto, rumore, imitazioni e sviluppi, pedali e fioriture. Tutti questi elementi sono costituiti in canoni applicativi, a loro volta generatori di equilibri mutevoli.L’agire di questi equilibri compone la comunicazione emotiva, che si pone alla base dell’atto musicale.Tutte questeazioni si organizzano principalmente nello spazio, dimensionato dal tempo e nel tempo: il generare suoni che verranno poi percepiti uditivamente è l’esperienza emotiva voluta e provocata dal musicista.L’effetto sonoro è generato dall’affetto del musicista, e si tramuta nell’orecchio dell’ascoltatore nel sentimento; l’affetto di chi produce può differenziare sostanzialmente dal sentimento generato in chi ascolta. La mediazione seguente dovrebbe esprimere una parte dell’interiorità dell’individuo che produce la musica e un’altra parte di chi si presta ad ascoltare. E’ un processo scientifico in quanto è basato sullo studio della nascita, dell’evoluzione e dell’analisi della struttura intima della musica.

Produrre volontariamente significati e sensazioni organizzando suoni e silenzio, correlare aritmeticamente le frequenze per dipanare un messaggio che generi una esperienza soggettiva, sono accorgimenti musicalicapaci di suscitare sensazioni: il linguaggio musicale diventa una categoria della percezione, capace di veicolare e comunicare emozioni specifiche. Quindi, la musica è ciò che ognuno chiama musica: così la musica soddisfa desideri e aspirazioni, bastevolmente. 4’33”(J. Cage) spiega questa concezione della musica,sottraendo perché ognuno aggiunga, secondo la sua bastevole misura.La musica da risposte all’uomo che altri studi sull’uomo e il suo medio ambiente non riescono a dare. Il recupero di questo concetto, dal termine “musa”,permette di distinguere la musica dal suono in senso fisico: ciò che è musica per qualcuno può non esserlo per altri. È chi lo percepisce che ne ricava una sorta di soddisfazione, colmando un desiderio che coincide con uno stato fisico o mentale, reale o fantastico, a cui comunque aspira.Orfeo con il suo canto fu in grado di ammansire le belve ma anche di propiziarsi gli dei; Anfione costruisce le mura di Tebe con la sua cetra.

L’azione (la volontarietà dell’ascolto),e la memoria soggettiva e collettiva,contribuiscono a creare una definizione cognitiva che descrive la rappresentazione interiore della percezione musicale: quando questa definizione è influenzata dalla analisi e dalla memorizzazione dei vari aspetti dell’esperienza dell’ascoltare, può includere anche arti differenti, come la danza. In ogni caso la musica è Sufficiente, bastante: Bastevole non solo a se stessa, ma a generare strutturefondative e fondamentali, linguaggi di decodificazione del presente tanto quanto paradigmi di conoscenza del reale.

Attenti alla eccessiva inoperosità

Un tempo esistevano uomini talmente dediti al canto da trascurare tutti i bisogni primari. Da questa stirpe di uomini ebbero origine le cicale, che vivevano e morivano cantando. Platone (Fedro)

 

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