addio

addio
alla sinistra che si chiama fazio,
a quella che quando mi sono candidato
mi volevano “fermare con ogni mezzo,
anche con la violenza”,
addio a renzi
e al professore di matematica
che vota pd e si porta a casa 
la carta igienica dalla scuola,
addio agli intellettuali di sinistra
che passano l’ottanta per cento del loro tempo
per rimanere intellettuali di sinistra,
addio ai ciarlatani dello sdegno,
ai preti della moderazione.
scelgo le patate, il grano
gli alberi di noce
e quelli che stanno per morire,
(preferisco la verità delle agonie
alle manfrine degli agiati),
scelgo i falliti, i muti, i paesi senza turisti,
la faccia sfondata di mia madre
nella bara, le lettere di marina cvetaeva,
le vecchie di andretta,
i cani, le nuvole, 
gli amori che vanno via,
le porte chiuse, 
il vento, la neve e la poesia.

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7 thoughts on “addio

  1. La sinistra, che brutta parola, al mio paese dicono: la mancina. Ho brutti ricordi del tempo di scuola: io che tendevo a scrivere con la mano mancina e il maestro che mi dava le bacchettate su quella mano. E mia madre che a casa mi diceva:” devi scrivere con la mano bella”; cioè con la destra. Allora era tutto di destra. Oggi scrivere con la sinistra non è più reato. Oggi si può far tutto con la sinistra, anche rubare e infatti si ruba sia a destra che a sinistra. Viva i tempi moderni: si trasforma tutto, anche il significato che prima avevano certe parole.

  2. Grazie di benedire i fallimenti , lo sguardo dei cani, l’agonia .
    grazie di abbandonare tutto lo schifo della moderazione – POTERE – che permette al cammello di passare dalla cruna dell’ago e anche al ricco di andare in Paradiso

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