PER PIETRANTONIO

  1. Franco, e’ così come tu dici, mi interessa più ingentilirlo il mondo che biasimarlo.

P.A.

 

 

 

La tua svagata saggezza

ci diceva

che stiamo nella vita 


per fare qualcosa di bello nella vita.


Non può riuscirci altro


e se ci riesce dura poco


e per sempre.

 

Eravamo i ragazzi del prodigio

ma di prodigioso c’eri solo tu.

Io per vivere ho bisogno


del panico,


a te bastava piegare un ferro.


Chi è nel miracolo non se ne accorge.


Ora non posso più dirtelo,


ora che tu mi porti nelle vene


una voglia fortissima di bene.

 

Oggi ho sentito
l’amore che alza la vista,
ho sentito la devozione
per l’attimo che passa,
per uno sguardo,
per un sorriso.
Il tuo ultimo regalo
è questo nobilissimo dolore.

 

Un pezzo di via Roma,

una cinquantina di metri,

separa la tua strada dalla mia.

Vuote tutte e due, ma nella mia

ci passano le macchine.

Oggi sono andato cinque volte fino a casa

tua, ho sentito con chiarezza

che il paese è diventato paesaggio.

Ci sono ancora le persone

ma le senti assai di meno,

sembrano più forti le nuvole

le tegole, le porte chiuse.

 

La sposa, le figlie, la sorella,

la madre che d’ora in poi

sarà mia madre.

 

BISACCIA, 11 DICEMBRE 2015

 

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