I TRENTA NOMI DELLA PAESOLOGIA

1.

Case chiuse,

una dietro l’altra.

 

2.

Il vento che sbatte sui paesi,

specialmente di notte.

 

3.

Quelli che escono il mattino presto,

e si mettono in un punto della piazza

quando ancora non c’è niente

da guardare.

 

4.

Le capre a Craco,

sotto il sole che esce

dopo la pioggia

e prima del tramonto.

 

5.

La neve che arriva alle maniglie

delle porte.

 

6.

I vecchi visti da fuori,

seduti nella loro casa.

 

7.

Le pecore improvvise

nell’alba di Aliano.

 

8.

Amendolea. Roghudi. Pentedattilo.

 

9.

La battaglia per impedire

la discarica sul Formicoso.

 

10.

Quelli che si ammalano di tumore,

il giorno in cui sanno il nome

della malattia.

 

11.

Il verde di maggio

che cambia ogni giorno.

 

12.

Il niente buono

nei paesi in cui non c’è niente.

 

13.

Il tiglio di Rocca San Felice.

 

14.

Senerchia

un pomeriggio di dicembre,

il paese morto col fiume dentro.

 

15.

La donna che attraversa la strada

con una busta in mano

in un sacro pomeriggio di giugno.

 

16.

L’insegna del bar a Monteverde,

avvolta da una busta nera.

 

17.

La cattiva digestione

e il sonno che si rompe

si stropiccia come carta argentata

che non sarà mai più liscia.

 

18.

I tre suicidi di Lacedonia.

 

19.

Quelli che dicevano:

oggi viene il senatore da Roma.

 

20.

I cimiteri, tutti i cimiteri.

 

21.

Arrivare in un paese

del Pollino.

 

22.

I matrimoni che si facevano

nelle feste di Natale.

 

23.

Cominciare una storia d’amore

a Montaguto.

 

24.

Il paese caduto dopo il terremoto,

un vecchio che lo sta guardando.

 

25.

Rovistare dentro la paura

di morire.

 

26.

L’essenza della paesologia:

stendersi al sole

ad Accadia.

 

27.

Il maestro delle elementari

che si puliva le orecchie

con la testa di un chiodo.

 

28.

Gianni Celati che legge Leopardi

a bassa voce al centro anziani

di Bisaccia.

 

29.

Mio zio Tonino

morto a Vancouver.

 

30.

L’infanzia e la giovinezza

col mal di cuore

di mia madre.

 

 

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One thought on “I TRENTA NOMI DELLA PAESOLOGIA

  1. Lo sguardo del novantenne di Muro Lucano che compie lo stesso tragitto tutte le mattine e che si ferma nello stesso punto, per mezz’ora, di fronte al paese come se si trovasse di fronte all’altare di una chiesa.

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