La danza degli uomini con “ghirlande di fiori sulle ferree catene”

Gli uomini, scriveva Rousseau, stendono “ghirlande di fiori sulle ferree catene”.
Della Tav in Val di Susa si è detto spesso, ed a ragione, che è l’atto finale dello smembramento tra cittadini e istituzioni. Ma non è la fine della democrazia, ne è bensì l’essenza stessa, almeno di quella indiretta (ossia quella “occidentale”), creare questa distanza in nome di una serie di diritti/doveri presunti e basati sui valori predominanti alla nascita dello Stato e sostenuti da una cultura di fondo, quella della delega, che porta l’uomo ad un destino ancora più nefasto, ossia all’apprendere dai sistemi educativi vigenti  e dalla scuola (“l’agenzia pubblicitaria che ti fa credere di avere bisogno della società così com’è” nelle parole di Ivan Illich) che questa distanza del singolo dal potere di determinare la storia collettiva non solo non è grave, ma è condizione naturale ed auspicabile.
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gli indignados delle panchine

questo è il pezzo uscito sul manifesto di oggi. credo che questo nostro blog sia rivoluzionario e interpreti una rivoluzione appartata, l’unica che può cambiare veramente le cose. sto meditando di scrivere un mini saggio proprio con questo titolo: la rivoluzione appartata….

franco arminio

Sulle montagne la crisi c’è sempre stata e quindi si sente meno che altrove. Sulle montagne è normale lamentarsi e i lamenti di questo periodo non hanno niente di speciale. Lamenti, appunto, e non indignazione. L’idea nei paesi è che quelli che stanno in Parlamento sono comunque nemici. La politica viene considerata sempre una cosa losca e si cambia idea solo quando arriva qualche favore. La Democrazia Continua a leggere

LA DEMOCRAZIA ZIPPATA

arminio da doppiozero

Che cosa ci sta accadendo, cosa sta accadendo a noi come persone? C’è un’agenzia di rating che declassa i nostri titoli morali, il nostro prestigio di esseri umani. In giro vediamo solo facce scontente. L’ardore viene scambiato per follia. Il modello è la rete, è facebook. Una cosa la dico io, una la dici tu e andiamo avanti. La parola come porta girevole. Siamo in mezzo a questi spifferi. L’occidente occulta la sua bancarotta spirituale mettendoci davanti agli occhi la crisi economica. In Italia discutiamo da anni di un uomo terrorizzato dalla morte senza essere capaci di vedere dove va a inabissarsi ognuno di noi ogni giorno. Siamo inumati nelle fosse comuni dell’autismo corale, la rete è il nostro nuovo cimitero. Al posto della faccia sul profilo di facebook dovremmo mettere una croce. La soluzione non è tacere, non è andare altrove, verso un reale che non c’è. Bisogna Continua a leggere