Viaggio nel cuore delle piccole comunità

Se lo sguardo di Pavese fotografava colline, storie, uomini e paesi, con un’ampiezza niente affatto provinciale e la Versuta di Pasolini chiudeva il mondo avanzato fuori e ricreava in una veste tutta locale un rustico salotto letterario, guardando ad entrambe, è sorta a Durazzano “l’accademiuccia”, gruppo di incontri e discussioni, dove il contemporaneo si innesta alle storie paesane. Discorsi su e intorno ai paesi, parlando anche dei e nei dialetti diversi.  Confrontarsi con chi da sempre vive in piccoli centri o con chi ha scelto di viverci. L’”accademiuccia” è come la piazza del paese, riconoscibile, accessibile a tutti. La piccola chiesetta di San Rocco o le case di campagna ospitano il gruppo, per parlare di ciò che si è diventati e proporre idee, spazi, ipotesi sul fare, per riaccendere il senso dello stare insieme. Non contro la tecnologia o il progresso, ma nel riuscire a trovare la giusta misura delle cose. È dai piccoli paesi del Sud, dimenticati, bistrattati, sconfinati, rivenduti, umiliati che sta nascendo quello che il paesologo Franco Arminio ed il blog di “Comunità provvisorie”, definiscono “un nuovo umanesimo delle montagne, delle colline e delle pianure, un nuovo modo di abitare, di stabilire relazioni tra gli uomini e, tra gli uomini e la natura”.

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